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Mps, il titolo sale dell’11% ma il diritto crolla a…

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AUMENTO DI CAPITALE

Mps, il titolo sale dell’11% ma il diritto crolla a -18,41%. La Fondazione scende all’1,55% e partecipa all’aumento

  • –di Agenzia Radiocor
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Esattamente come un anno fa, nel primo giorno dell'aumento di capitale né le azioni né i diritti di Mps riescono a fare prezzo per tutta la seduta a causa dell'altissima volatilità e delle caratteristiche iperdiluitive dell’operazione (nel giugno 2014 era di 5 miliardi, quest’anno di 3 miliardi).

In chiusura l'azione balza dell'11,2% a 2,14 euro mentre i diritti crollano del 18,4% a 6,14 euro. Un effetto tecnico, spiegano gli operatori, al netto del quale oggi il prezzo complessivo di Mps (azione più diritto) è sceso dai 9,448 euro di venerdì agli 8,28 euro di oggi per un calo complessivo del 12 per cento. L’andamento contrastante tra prezzo dell'azione e dei diritti è spiegato dagli operatori principalmente con le caratteristiche iperdiluitive dell'aumento di capitale e con i derivati legati alla ricapitalizzazione. In particolare, chi ha venduto opzioni call sul titolo è costretto ad andare a comprare sul mercato perché dovrà riconsegnare al cliente molti più pezzi rispetto a prima. Gli operatori coinvolti in queste operazioni, tuttavia, si finanziano perlopiù vendendo sul mercato i diritti dell’aumento. Di qui l’andamento opposto di diritti e azioni.

L’aumento di capitale di Banca Mps è stato deciso dal Cda di venerdì scorso. A undici mesi dall’ultima manovra da 5 miliardi, il Monte dei Paschi chiede altri fondi al mercato con uno sconto del 38,9%, superiore al 35,5% concesso un anno fa. L’operazione prevede che agli azionisti verranno offerte 10 azioni di nuova emissione per ogni azione già posseduta, al prezzo di 1,17 euro ciascuna.

La Fondazione Monte dei Paschi di Siena intanto ha annunciato in una nota di esser scesa all'1,55% di Banca Mps e di essere intenzionata a sottoscrivere l'aumento di capitale in corso per tale quota. Nelle precedenti comunicazioni in Consob l'ente senese risultava al 2,5% del capitale di Mps, nell'ambito tra l'altro del patto a suo tempo stretto con Fintech e Btg Pactual. Oggi la Fondazione annuncia che a seguito di operazioni di cessione effettuate sul mercato la scorsa settimana la quota è scesa dapprima il 20 maggio all'1,86% e dunque al di sotto della soglia del 2%. Nella successiva giornata del 21 maggio la partecipazione è quindi scesa all'1,55%. Tale quota, spiega Palazzo Sansedoni, «rappresenta il target di partecipazione in relazione al quale si procederà alla sottoscrizione del prossimo aumento di capitale». «La decisione assunta - precisa quindi la Fondazione Mps -, che comporta un ulteriore impegno finanziario per la Fondazione e conferma la valenza strategica dell'interessenza nella conferitaria nel solco del mantenimento del legame con il territorio, si colloca nell'ambito del processo di controllo del grado di diversificazione del patrimonio della Fondazione e del valore della partecipazione».

«Il diritto scende e il titolo sale, ci sono un po’ di problemi tecnici, l’avevamo visto anche nell’aumento di capitale precedente». Così il presidente di Banca Mps Alessandro Profumo commenta l’andamento del titolo oggi. Profumo ha poi specificato che «bisogna vedere l’insieme delle cose e come procede il combinato disposto dei due elementi».

«L'aumento di capitale da solo non basterà a risolvere i problemi strutturali» del Montepaschi: lo ha scritto il presidente della Bce, Mario Draghi, il 12 maggio scorso in una lettera inclusa nella documentazione d’offerta dell'aumento di capitale e pubblicata da Bloomberg. Mps - scrive Draghi - «deve dare una soluzione definitiva ai suoi problemi strutturali, cioè i crediti in sofferenza, la debole situazione del capitale e l’andamento deludente dei conti».

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