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Popolari, al via la corsa al rinnovo dei Cda

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Popolari, al via la corsa al rinnovo dei Cda

  • –Luca Davi

Atteso da mesi, preannunciato più volte, il gran ballo delle fusioni e aggregazioni tra banche popolari fatica a scattare. L’unica vera partita che si sta giocando, quella che vede una possibile alleanza tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare, che a ridosso di Natale sembravano vicine all’accordo, è ancora in corso. E così, impantati tra veti incrociati e (nuovi) equilibri di governance ancora da trovare, gli istituti si studiano tra loro e prendono tempo.

Del resto, le agende dei banchieri iniziano ad affollarsi anche con altri tipi di urgenze. Appuntamenti normativi e di rispetto degli obblighi di Vigilanza che non depongono certo a favore di una accelerazione del risiko bancario. Entro febbraio, ad esempio, le maggiori banche italiane dovranno comunicare a Bce le principali componenti di bilancio nell’ambito del Finrep, il disegno di armonizzazione delle segnalazioni statistiche di vigilanza messo a punto dall’Autorità bancaria europea (Eba). Un passaggio, questo, che costringerà molte banche ad approvare in tempi rapidi (già nelle prossime settimane) i risultati preliminari. E che, inevitabilmente, causerà un sovraccarico di lavoro. Ma che soprattutto, sarà motivo per tutte le banche per prendere ulteriore tempo e attendere l’approvazione dei dati ufficiali dei competitor, prevista nelle settimane successive.

Come se non bastasse, sull’attesa trasformazione in Spa entro dicembre di tutte le maggiori popolari italiane (solo Ubi e Veneto Banca hanno anticipato i tempi nel 2015), pende la spada di Damocle della sentenza di Consulta e Tar, attese per febbraio.

Tutto ciò si intreccia con un’altra partita di rilievo che è destinata a mettere nuova sabbia negli ingranaggi delle potenziali trattative tra istituti, ovvero il rinnovo dei Consigli di amministrazione atteso in primavera. Il processo sta entrando nel vivo, in vista della definizione e del deposito delle liste. Ed è destinato ad assorbire in misura crescente le forze e la concentrazione dei diversi vertici bancari soprattutto nel mondo delle popolari.

Tra queste c’è Bpm. In questo caso si guarda ad aprile, quando con l’approvazione del bilancio 2015, scadrà il Consiglio di Sorveglianza presieduto da Piero Giarda. Difficile, ma non impossibile, che la banca timonata da Giuseppe Castagna in quell’occasione, oltre ai conti, dia il via libera anche alla trasformazione in Spa, che secondo la road map inviata a Bankitalia deve avvenire entro il primo semestre dell’anno. Qualora si decidesse di tenere unite le operazioni straordinarie di fusione e Spa, non è da escludere che, in caso di accelerazione delle trattative con il partner, si riesca a portare tutto in un’unica assemblea, da tenere a giugno. Se però non fosse così, il tema aggregazione slitterebbe in autunno, una volta trovata la quadra con il potenziale partner.

Molto dipenderà anche dal nome del soggetto che andrà a fondersi con Piazza Meda. Per ora in pole position come detto c’è il Banco Popolare, che vuole trasformarsi in Spa entro l’autunno del 2016. Qualcuno non esclude un possibile ritorno di fiamma in extremis con Ubi, l’altra banca che in queste settimane si è contesa la banca milanese. Del resto, proprio l’istituto guidato da Victor Massiah è un altro di quelli coinvolti nel round di rinnovi al vertice. In questo caso, l’assemblea sarà chiamata a decidere sul futuro di entrambi gli organi in scadenza, ovvero il Cds presieduto da Andrea Moltrasio e il Cdg guidato da Franco Polotti. Tra Bergamo e Brescia già ferve il lavorìo in vista di un’assise che, per la prima volta, vista la nuova forma di Spa, sarà decisa dal peso degli azionisti, e non più dalle teste.

Ricambi sono in vista anche in altre banche. Mentre sono possibili reshuffle totali in casa delle due venete, alla luce degli aumenti di capitale, della Spa e della quotazione in arrivo, un riassetto parziali sono previsti in casa della Bper, dove dovranno essere nominati 5 nuovi membri del Cda. E così pure accadrà a Popolare di Sondrio, che dovrà rinnovare un terzo dei componenti del Cda. Rinnovo integrale è previsto invece al Creval, banca guidata dall’ad Miro Fiordi, il cui intero Cda presieduto da Giovanni De Censi è in scadenza.

.@lucaaldodavi

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