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1/5 Le cinque monete più strambe della storia / Le forme di…

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    DENARO NON CONVENZIONALE

    Dal Parmigiano ai mattoni di tè: ecco le cinque monete più strambe della storia

    1/5 Le cinque monete più strambe della storia / Le forme di Parmigiano, finanza creativa made in Italy

    Non servono solo per condire la pastasciutta, scherzano gli analisti di “Money Project”: intorno all'anno 1200 le enormi forme di Parmigiano Reggiano venivano utilizzate in Italia come vera e propria moneta per acquistare altri beni. Un uso non convenzionale del nobile formaggio che è stato poi riscoperto pochi anni fa, per merito del crack di Lehman e dell'implosione delle Borse mondiali.
    Altro che mutui subprime o cartolarizzazioni: nel 2009 la finanza creativa italiana ha partorito nientemeno che la moneta Parmigiano. A iniziare fu il Credito Emiliano, storico istituto di credito del mondo agricolo, che in mancanza di garanzie migliori decise di erogare prestiti ai suoi clienti accettando in pegno le profumate e preziose forme. Come scoprì con enorme divertimento Bloomberg, il Credem aveva in due speciali depositi - stile Fort Knox all'emiliana - qualcosa come 440mila forme di parmigiano, per un valore totale di 132 milioni di euro.
    Del resto, da tempo esistono i futures sul vino: perché escludere uno dei più nobili formaggi? C'è da deprimersi solo in Mongolia e Siberia, regioni che come moneta devono accontentarsi di molto meno appetitosi “mattoni di tè”. Vediamo.

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