Finanza & Mercati

3/5 Le banche centrali non controllano l'inflazione / Una…

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    STUDIO DELLA FONDAZIONE BRUEGEL

    Così gli «elicotteri» delle banche centrali hanno perso il controllo dell'inflazione

    3/5 Le banche centrali non controllano l'inflazione / Una “giapponesizzazione” dell'Europa?

    In Europa ormai in molti parlano di rischio “giapponesizzazione”. Quello del Sol Levante rappresenta infatti un esperimento estremo di politica monetaria non convenzionale: nonostante all'ennesima edizione dei suoi “quantitative easing” ha un'inflazione bassissima e attese per i prossimi anni ancora ai minimi termini. L'Europa con il Qe della Bce di un anno fa ha visto addirittura scendere negli ultimi mesi le attese di inflazione, mentre negli Usa e in Gran Bretagna si ripropone lo stesso discorso sebbene con numeri meno compromettenti.
    «Sembra addirittura che gli effetti siano opposti a quanto sperato - nota Gabriele Roghi, responsabile della consulenza agli investimenti di Invest Banca - : tassi più bassi o addirittura negativi non favoriscono investimenti e consumi ma danneggiano in modo irreparabile la sostenibilità finanziaria del settore bancario che non ha modo di ottenere alcun margine di interesse, storicamente la sua naturale fonte di redditività».
    La fiducia nell'autoattribuita capacità taumaturgica delle banche centrali sta svanendo, continua Roghi, e molti cominciano a domandarsi se adesso si possa sfruttare la sovranità politica e democratica ceduta ai banchieri centrali e ai “mercati” per cercare di rimettere le cose a posto. «Soprattutto sul fronte delle crescenti divaricazioni sociali provocate dagli anni di crisi e che il persistere di politiche esclusivamente “finanziarie” hanno contribuito a far crescere in modo incontrollato».
    Secondo altri analisti, poi, anche l'alto debito pubblico e privato contribuisce a soffocare l'inflazione. Vediamo

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