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Matrimonio da 13 miliardi di dollari nei servizi petroliferi: Technip…

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Matrimonio da 13 miliardi di dollari nei servizi petroliferi: Technip si fonde con Fmc Technologies

A meno di un mese dal fallimento della fusione tra Halliburton e Baker Hughes, un nuovo matrimonio si annuncia nei servizi petroliferi, il settore di attività che è stato colpito più duramente dal crollo delle quotazioni del greggio e dal conseguente taglio degli investimenti in esplorazione e produzione. Ad andare all’altare - stavolta con buone speranze di convolare davvero a nozze - sono la francese Technip e la statunitense Fmc Technologies.

Dalla fusione, che dovrebbe essere completata a inizio 2017, nascerà un gruppo da 13 miliardi di dollari di capitalizzazione, con un portafoglio ordini di 20 miliardi al 31 marzo e un Ebitda di 2,4 miliardi: dimensioni superiori a quelle di Baker Hughes, che lo rendono in grado di competere con i due giganti mondiali Halliburton e Schlumberger.

Il nuovo gruppo, che si chiamerà TechnipFmc, avrà operazioni in 45 Paesi e impiegherà 49mila addetti. Il quartier generale sarà spostato a Londra, a quanto sembra per motivi di convenienza fiscale, ma avrà uffici operativi sia a Parigi che a Houston, in Texas. Inoltre conserverà la doppia quotazione, nella capitale francese e a New York.

Technip e Fmc Technologies, che si corteggiavano da mesi, avevano già creato l’anno scorso una joint venture chiamata Forsys Subsea, specializzata nelle perforazioni sottomarine, che aveva dimostrato la possibilità di forti sinergie, con una riduzione fino al 30% del costo dei progetti offerti ai clienti.

Con la fusione si punta ora a replicare il successo. Entro il 2019 sono previsti risparmi annuali di 400 milioni di dollari, che si andranno ad aggiungere a quelli già finora pianificati da ciascuna società in reazione alla crisi e che per Technip si erano tradotti anche nell’annuncio di 6mila licenziamenti.

La Borsa, incoraggiata dai giudizi positivi degli analisti, già applaude: Technip è arrivata a guadagnare oltre il 13% a Parigi, trainando al rialzo tutti i titoli del comparto, compreso quello dell’italiana Saipem che - in controtendenza rispetto all’andamento del petrolio e del comparto energetico - è salito di circa il 2%

A differenza della fusione Halliburton-Baker Hughes, che è naufragata a causa dell’opposizione delle autorità antitrust, quella tra Technip e Fmc Technologies non dovrebbe presentare problemi di ordine regolatorio: le due società non hanno aree di sovrapposizione rilevanti, ma sono complementari nelle loro attività.

L’operazione è basata su uno scambio azionario, senza nessuna componente cash. I soci di Technip riceveranno due azioni della nuova società per ogni azione posseduta, mentre per gli americani di Fmc Technologies lo scambio sarà uno a uno. Ciascun gruppo di azionisti alla fine possiederà il 50% di TechnipFmc.

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