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Da Big Oil un fondo per l’energia pulita

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Da Big Oil un fondo per l’energia pulita

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Big Oil si appresta a fare un nuovo passo verso la promozione dell’energia pulita. Un gruppo di grandi compagnie petrolifere - tra cui anche l’italiana Eni - presenterà domani a Londra il progetto di un nuovo fondo d’investimento, dedicato a finanziare tecnologie per ridurre le emissioni di gas serra: dalle energie rinnovabili all’efficienza nei trasporti ai sistemi di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS).

La Reuters, che ha anticipato la notizia, sottolinea che l’evento avverrà in coincidenza con l’entrata in vigore degli accordi sul clima di Parigi. Tra i promotori del fondo, oltre alla compagnia italiana, ci sono tutte le principali major europee (Bp, Royal Dutch Shell, Total, Statoil e Repsol) e il gigante saudita Saudi Aramco. In tutto sette società, come le Sette Sorelle che ai tempi di Enrico Mattei (cui si deve la paternità del termine) dominavano i mercati petroliferi.

Il primo obiettivo oggi sembra piuttosto quello di sopravvivere, di fronte a un mercato che sta rapidamente evolvendo verso un minore impiego di petrolio. Il direttore finanziario di Shell, Simon Henry, questa settimana ha detto di aspettarsi che i consumi di oro nero raggiungano un picco nel giro di 5-15 anni «al traino di una maggiore efficienza e sostituzione (con altre fonti, Ndr), che più che compenseranno l’incremento della domanda nei trasporti».

Le società coinvolte nel fondo fanno parte di un gruppo più ampio, la Oil and Gas Climate Initiative (Ogci), che un anno fa in vista di Cop21 si era schierato a favore dell’introduzione di misure per limitare il riscaldamento della Terra (si veda il Sole 24 Ore del 17 ottobre 2015). Ne fanno parte anche la cinese Cnpc, l’indiana Reliance e la messicana Pemex, ma nessuna compagnia statunitense.

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