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Carige, chiesti 6 anni per Berneschi

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Carige, chiesti 6 anni per Berneschi

  • –Raoul de Forcade

genova

Trentaquattro anni di carcere complessivi sono stati richiesti dal pubblico ministero per l’ex presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi, e il gruppo di professionisti con il quale, secondo l’accusa, il banchiere aveva messo insieme un’organizzazione alla quale viene contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio.

Ieri il Pm Silvio Franz ha chiesto sei anni di carcere per Berneschi, al termine della requisitoria del processo che si concentra sul ramo assicurativo di Carige.

L’indagine ha portato all’arresto, nel maggio 2014, del numero uno dell’istituto di credito genovese e di altre sei persone.

Il pm ha chiesto anche la condanna a sette anni per Ferdinando Menconi, ex ad del ramo assicurativo; a cinque anni per il commercialista Andrea Vallebuona; a sei anni per l’imprenditore Sandro Maria Calloni; a sette anni per l’imprenditore Ernesto Cavallini.

Pene minori, di un anno ciascuno, sono state chieste invece per il commercialista Alfredo Averna, il notaio Piermaurizio Priori e l’avvocato Ippolito Giorgi di Vistarino, i quali devono rispondere di falso, perché, secondo l’accusa, avrebbero retrodatato il verbale di un’assemblea societaria.

Francesca Amisano, nuora di Berneschi, aveva in precedenza patteggiato una pena di due anni e tre mesi oltre alla confisca di beni per un totale di 1,3 milioni di euro.

Secondo l’accusa, la maxi truffa al centro dell’inchiesta consisteva nel far acquistare dal ramo assicurativo della banca immobili e quote societarie di imprenditori compiacenti a prezzi gonfiati, per reinvestire le plusvalenze all’estero, in particolare in Svizzera, attraverso varie aziende create ad hoc, con l’aiuto di Vallebuona e dell’avvocato svizzero Davide Enderlin (processato a Milano).

Franz, nella sua requisitoria, ha sottolineato, che «il drenaggio di denaro di Carige, da parte di Berneschi gli ha fruttato», negli ultimi anni, «proventi per 26 milioni di euro».

Il Pm ha quindi chiesto la confisca di 26 milioni ciascuno per Berneschi e Calloni, 30 milioni ciascuno per Menconi e Cavallini, 5 milioni per Vallebuona, un milione ciascuno per Priori, Averna e Giorgi di Vistarino.

Franz ha specificato, tra l’altro, che l’indagine è basata su documenti e che sono stati ricostruiti tutti i passaggi di denaro nei conti degli imputati.

Infine il Pm ha spiegato di aver calcolato che la truffa avrebbe provocato perdite, per le società assicurative di Carige, pari a circa un miliardo di euro.

Il processo proseguirà il prossimo 25 novembre con gli interventi delle parti civili, fra le quali compare la stessa Banca Carige.

Ieri all’uscita dall’aula, Berneschi ha risposto brevemente a chi gli chiedeva un commento sulle richieste del pubblico ministero. «Me lo aspettavo – ha detto l’ex banchiere - non c’è nulla da commentare».

L’affaire Carige è scoppiato, come accennato, nel maggio 2014 e nella prima fase vi sono stati alcuni tentativi dai legali della difesa di spostare le udienze in altre città (Milano e Padova) ma il giudice ha respinto queste istanze fissando la sede del procedimentoa Genova. A questo proposito Franz ha spiegato che, proprio dall’agenda di Berneschi, apparirebbe chiaro che le decisioni venivano prese da Genova e che il vertice dell’organizzazione era nel capoluogo ligure.

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