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Luxottica, nuovo scossone: esce Vian, deleghe a Del Vecchio.…

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il colosso dell’occhialeria

Luxottica, nuovo scossone: esce Vian, deleghe a Del Vecchio. Milleri nuovo ad

Nuovo riassetto ai vertici di Luxottica in vista del prossimo matrimonio con Essilor. Si tratta del terzo assestamento per il gruppo dell'occhialeria dopo l'uscita di Andrea Guerra. A uscire di scena questa volta è Massimo Vian, a pochi mesi dalla scadenza naturale del mandato in occasione della prossima assemblea di primavera per l'approvazione del bilancio 2017. Ma soprattutto ad un passo dalla fusione storica di Luxottica con la francese Essilor. Ad assumere la carica di amministratore delegato è Francesco Milleri. Un avvicendamento atteso dal mercato fin dall'ingresso del manager nel consiglio di amministrazione e dopo l'affiancamento di Leonardo del Vecchio alla presidenza dall'aprile 2016, nel ruolo di vicepresidente.

Luxottica Group semplifica il suo sistema di governance con l'uscita dell'ad prodotto a tre mesi dalla scadenza naturale del mandato, e concentra le deleghe nelle mani del presidente esecutivo Leonardo Del Vecchio e del vice presidente Francesco Milleri, che assume anche la carica di ad. «Stefano Grassi, chief financial officer del gruppo, viene cooptato nel cda» si legge nella nota del gruppo. «La decisione di oggi rende Luxottica ancora più veloce e proattiva, con un vertice focalizzato sulle strategie e un'articolata organizzazione geografica sempre più vicina ai bisogni di tutti i nostri clienti. Ci stiamo preparando a nuove grandi sfide e ad affrontare con l'assetto ottimale un nuovo capitolo della nostra storia con i partner francesi di Essilor» sottolinea Del Vecchio.

Un passo che semplifica l’assetto ai vertici di Luxottica in vista della fusione con Essilor, che porterà a una holding comune con Del Vecchio nel ruolo di presidente esecutivo e Hubert Sagnières nella carica di vicepresidente esecutivo. A chi andrà la gestione del nuovo colosso dell’occhialeria da 140mila dipendenti e vendite in oltre 150 Paesi? Lo stesso Sagnières, in un’intervista al Financial Times, ha detto che è un dossier che sarà affrontato dopo la fusione fra le due società: tra sei mesi, due anni o cinque anni. Un tempo indefinito. Certo il superconsulente di Del Vecchio, che negli ultimi tre anni ha ricoperto via via un ruolo sempre più centrale nella gestione del gruppo, potrebbe giocare un ruolo decisivo anche nella nuova realtà, che conterà ricavi per 15 miliardi di euro.

Intanto Luxottica ha anche reso noti i termini finanziari dell’uscita di Vian dal gruppo. Al manager «venga corrisposto un importo complessivo lordo pari a 6,3 milioni euro, oltre alle competenze di fine rapporto, a fronte della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro che avverrà con effetto dal 31 dicembre 2017 e del rapporto di amministrazione cessato in data odierna». La società ha specificato che la somma corrisponde a 3 milioni a titolo di incentivo all’esodo, 500mila euro a titolo di corrispettivo per il divieto di storno di dipendenti e collaboratori e per il patto di non concorrenza, 1,3 milioni quale quantificazione della parte già maturata del Piano di Performance Shares ordinario 2015. Ed ancora 1,3 milioni a fronte della rinuncia transattiva da parte di Massimo Vian a tutti i residui piani di incentivazione di lungo termine di cui era beneficiario e 200mila euro a titolo di corrispettivo per una transazione generale novativa.


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