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Unipol muove su Bper, lettera al consiglio per un board più forte

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Unipol muove su Bper, lettera al consiglio per un board più forte

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Nessun uomo Unipol nel consiglio di amministrazione di Bper. Il primo azionista della banca popolare, con una quota di poco inferiore 10%, ha deciso di restare fuori dal board dell’istituto. E lo ha fatto mettendo nero su bianco le ragioni di questa precisa scelta di governance. Una mossa la cui ratio è quindi contenuta in una lettera inviata al cda della banca nei giorni in cui Bper era al lavoro per comporre la lista del consiglio. La compagnia in quella missiva di fatto ha spiegato, dopo un anno di presenza in cda di Alfonso Roberto Galante, direttore pianificazione strategica, investor relations e M&A di Unipol, di non sentire la necessità di inserire alcun rappresentante nel board. Pur rinnovando la fiducia al management, da cui ora si attende i risultati.

Allo stesso modo ha però sollecitato un forte rinnovamento in seno al consiglio che spezzasse le logiche localistiche a favore di una proiezione dell’istituto a livello nazionale anche in termini di gestione, oltre che territoriale. Ha in sostanza manifestato l’ambizione di poter leggere una lista composta di amministratori di profilo elevato e con forte competenze tecniche e settoriali che superasse i vecchi meccanismi di lottizzazione legati ai desiderata della base azionaria.

Invito che, analizzando i nomi, sembra essere stato raccolto, seppure a metà. D’altra parte, Bper ha avuto anche tempi piuttosto stretti per preparare l’elenco, poco meno di una settimana da quando ha avviato le manovre per definire i candidati, ossia a valle di un consiglio tenuto l’8 marzo. Di certo un segnale di rinnovamento c’è. Nella lista, che punta alla nomina di 15 amministratori per il triennio 2018-20, compare il nome dell’attuale amministratore delegato dell’istituto Alessandro Vandelli ma non quello del presidente uscente Luigi Odorici, che non è tra i nomi indicati così come quello del suo predecessore Ettore Caselli. Già questo, dunque, dimostra un taglio con il passato. Tanto più perchè il numero uno sarà con ogni probabilità Pietro Ferrari, presidente di Confindustria Emilia-Romagna.

Come è noto, i vertici del gruppo bancario qualche tempo fa avevano auspicato la presentazione di una lista da parte dello stesso consiglio di amministrazione che potesse incontrare un ampio consenso nell’azionariato della banca modenese, a partire dal cosiddetto «nocciolo duro» di azionisti stabili costituito dal partner industriale, Unipol, seguito dalle fondazioni (con l’8-9%) - su tutte Banco di Sardegna oltre a Cassa Provincia dell’Aquila, Banca del Monte di Foggia, Cassa Bra e Cassa Vignola - e dalle famiglie imprenditoriali espressione del territorio (con il 6-7%). In merito, guardando la lista e la sua composizione si coglie qualche nome di sicura espressione degli enti, vuoi perché la provenienza è sarda piuttosto che pugliese o abruzzese. Detto ciò, l’elenco completo vede in ordine Vandelli, Riccardo Barbieri, Massimo Belcredi, Mara Bernardini, Luciano Filippo Camagni, Giuseppe Capponcelli, Pietro Ferrari, Elisabetta Gualandri, Ornella Rita Lucia Moro, Mario Noera, Rossella Schiavini, Valeria Venturelli, Costanzo Jannotti Pecci, Valeriana Maria Masperi e Roberto Marotta.

Nei giorni scorsi anche Assogestioni ha presentato la propria lista a cui hanno aderito Aletti Gestielle, Anima, Arca, Eurizon, Fideuram, Generali Investments Luxembourg, Legal & General Assurance, Mediolanum, per un totale dell’1,4% del capitale. I candidati sono Roberta Marracino, Alessandro Robin Foti e Marisa Pappalardo.

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