
Dopo Lu-Ve, sarà la padovana Sit la seconda azienda proveniente dalla serie di Spac Industrial Stars of Italy a effettuare
il passaggio dal mercato Aim Italia al Mta. Sit, attiva nella produzione di componenti e sistemi per il controllo degli apparecchi
per il riscaldamento domestico a gas e negli impianti di ristorazione collettiva, nonché nel settore Smart Gas Metering (contatori
gas di nuova generazione gestibili da remoto), ha presentato a Borsa Italiana la domanda di ammissione al Mta lo scorso 16
maggio.
Nel primo semestre 2018 i ricavi del gruppo sono saliti del 17,6% a 175,4 milioni, trainati dalla divisione Smart Gas Metering,
attiva esclusivamente in Italia (+65%
a 32,9 milioni), ma anche lo storico core business Heating è aumentato a doppia cifra (+10,3% a 142,3 milioni). Per il settore Heating i tassi di crescita più elevati sono stati ottenuti in Europa (+15,6% anche grazie alla nuova direttiva Energy Related Products) e negli Usa (+7,4%, e +22,2% a cambi costanti).
Risultati positivi nel primo semestre nonostante gli oneri per l’uscita dell’ad
I margini reddituali però hanno risentito della buonuscita di 2,55 milioni legata alla risoluzione consensuale del rapporto
con l’ex amministratore delegato e direttore generale Fulvio Camilli, avvenuta lo scorso 7 agosto. Inoltre nel primo semestre
2018 sono stati sostenuti oneri per il passaggio al Mta per 0,9 milioni. L’ebitda è così sceso del 7,3% a 20 milioni (ma su
base rettificata sarebbe aumentato dell’8,1% a 23,4 milioni) e l’ebit del 12,3% a circa 11 milioni. L’utile netto invece,
grazie a una migliore struttura finanziaria derivante dalla fusione con Industrial Stars of Italy 2 e a proventi per circa
3 milioni da valorizzazione a fair value dei warrant e delle performance shares emesse dalla società, è balzato da 0,9 a 8,4
milioni.
Al 30 giugno 2018 Sit evidenziava un indebitamento finanziario netto di 80,9 milioni (il rapporto debt/equity era su livelli
fisiologici e pari a 0,74 volte), in aumento rispetto ai 65,1 milioni di fine 2017 per un incremento del circolante di
ben 22,4 milioni a seguito di una forte domanda che ha portato a incrementare le scorte e ha portato alcuni clienti a un livello di tensione finanziaria. Dopo l’uscita di Fulvio Camilli, Sit aveva sospeso il processo di passaggio al Mta, che è però stato ripreso dopo l’approvazione della relazione al 30 giugno 2018; l’operazione rimane fra gli obiettivi del gruppo e la struttura manageriale è stata recentemente rafforzata con la nomina di un chief operating officer e un chief product officer, oltre alla creazione di una funzione “Digital Transformation” che gestirà la transizione dei processi aziendali verso le tecnologie digitali.
Piano di investimenti ambizioso in atto nel polo di Rovigo
Sit punta ora sul piano di investimenti in atto (complessivi 25 milioni nel biennio 2018 – 2019), finalizzato ad aumentare
del 25% la capacità produttiva degli stabilimenti di Rovigo mediante la costruzione di una nuova officina (centro di competenza
produttivo) e di un polo logistico integrato. Si stimano circa 100 nuove assunzioni e, tramite la collaborazione con gli istituti
tecnici locali, sarà rafforzata anche la formazione per gli attuali 500 dipendenti dell'area rodigina.
Il piano di sostituzione contatori gas offre interessanti prospettive a Sit
A questo punto manca solo il passaggio al Mta, che si spera possa avvenire entro
il 2018. Il titolo Sit non ha per ora un livello di flottante sufficiente per l’ingresso nel segmento Star, dato che l’azionista
di riferimento Sit Technologies (che fa capo a Federico De Stefani) detiene il 72,27% del capitale sociale. Lo scorso 10 agosto
è però scaduto il patto di lock-up che vincolava anche Sit Technologies a non cedere alcuna delle proprie azioni sul mercato
e quindi in teoria sarebbe possibile una riduzione della percentuale di controllo e un contestuale ampliamento del flottante.
Si vedrà. Le prospettive di Sit sono buone soprattutto nel settore dello Smart Gas Metering, dato che l’Arera (Autorità di
Regolazione per Energia, Reti e Ambiente) ha indicato un target da raggiungere del 50% di smart meter gas di classe G4-G6
in servizio entro il 2018. La sostituzione dei contatori gas dovrebbe garantire la fine dell’invio di bollette con consumi
stimati grazie alla possibilità di tele-lettura dei consumi a distanza. Purtroppo nel nostro Paese il mercato dei distributori
gas è molto parcellizzato e, pertanto, mentre le grandi utilities hanno già in gran parte provveduto alla sostituzione dei
contatori la procedura sarà più lenta per i piccoli operatori locali.
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