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Borse, pesa stallo dialogo Usa-Cina. A Piazza Affari (-0,2%) Juventus ancora in rally

Andamento titoli
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I timori per il difficile andamento dei negoziati sui dazi tra Usa e Cina e il «giallo» sulla cancellazione, poi smentita, degli incontri tra i due Paesi hanno messo il freno alle Borse europee, che hanno chiuso la seduta intorno alla parità, con la sola eccezione di Madrid (leggi qui i principali indici europei). Mentre sale l’attesa per la riunione post-Qe del board della Bce – con il faro acceso sulla flessione dell’economia dell’Eurozona – i listini del Vecchio Continente non hanno beneficiato di Wall Street, dove gli entusiasmi iniziali per le prime trimestrali si sono spenti presto a causa delle tensioni commerciali. Il FTSE MIB ha chiuso così la giornata poco sotto la parità (-0,19%) salvato in parte dal comparto bancario, in testa Unicredit (+1,6%) con lo spread stabile in area 252 punti. Da registrare il rally della Juventus Fc (+2,4%) e l’inversione di rotta per Telecom Italia che, dopo una serie di sedute da dimenticare sulla scia delle tensioni tra soci e le diversi ipotesi sullo scorporo, o meno, della rete, ha chiuso in territorio positivo dello 0,54%. In fondo al listino i titoli della galassia Agnelli, con Exor (-1,69%) con vendite anche su Fiat Chrysler Automobiles e Cnh Industrial (entrambe hannp perso l'1,3%).

ANDAMENTO DEL FTSE MIB
Dati in punti al 31/12/2018. (Fonte: elaborazione Silvio Bona, analista tecnico indipendente)

Telecom ha rialzato la testa, Intesa si tira fuori dal dossier Carige
Gli acquisti su Telecom Italia sono arrivati mentre il ceo Luigi Gubitosi, come riportato dal Sole 24 Ore, sta cercando degli advisor per valutare tutte le ipotesi in merito a una possibile acquisizione o fusione con Oper Fiber, mentre Cdp è alla finestra in attesa del piano industriale. Se le stime del consensus degli analisti sui conti 2018 hanno spinto il titolo di Unicredit, dall’altra parte del listino ha sofferto Banca Pop Er (-1,47%). La seduta è stata positiva anche per Tenaris (+0,9%) e Intesa Sanpaolo (+0,6%), con il ceo Carlo Messina che ha assicurato sul fatto che il suo gruppo «non stia subendo alcuna pressione per rilevare Banca Carige» mentre è confermato l'impegno sul dividendo 2018 (payout all'85% sul risultato netto) e il processo di dismissione degli Npl che sta andando meglio del previsto.

Madrid si salva con il credito, a Londra sprofonda Metro Bank (-38,9%)
Tranne Madrid (+1%), la zavorra dei dazi ha pesato su tutte le altre piazze del Vecchio Continente, con le vendite che hanno toccato Parigi (-0,15%), Francoforte (-0,17%) e Londra (-0,85%) alle prese con le mille incertezze della Brexit e, soprattutto, il caso Metro Bank: la banca, infatti, è sprofondata del 38,9% sul listino londinese dopo l'annuncio di un aumento nell'esposizione ai prestiti ad alto rischio. L’istituto ha alzato di 900 milioni di sterline gli accantonamenti, una mossa fa temere agli analisti che la banca avrà bisogno di un aumento di capitale. Sul Cac40 ha invece brillato Carrefour, che termina la seduta con un guadagno del 6,9% dopo la pubblicazione dei risultati del quarto trimestre che hanno mostrato una tenuta dei ricavi sul mercato francese nonostante le proteste del movimento dei «gilet gialli» scoppiate dal novembre scorso. Sul Dax30 gli acquisti hanno premiato il colosso elettrico Rwe (+5%) e la compagnia Lufthansa (+3,3%), in scia con il resto del comparto aereo europeo. Il listino spagnolo è stato invece spinto al rialzo da Caixabank (+3,8%) e Bankia (+3,4%).

In netto rialzo la sterlina, il petrolio accelera il calo
Sul mercato valutario, l’euro è scambiato contro il dollaro a 1,1387 (1,2672 ieri in chiusura) mentre si rafforza la sterlina a 0,872 contro la moneta unica (0,8767) e a 1,307 dollari (1,295). Sul fronte del greggio, il Wti con contratto di consegna a marzo è in calo a 52,8 dollari, e sta accelerando al ribasso in queste ore, mentre il Brent sta scendendo a 61,4 dollari.

Chiusura in rialzo per Wall Street, con il Dow Jones che guadagna lo 0,70% a 24.576,16 punti, il Nasdaq lo 0,08% a 7.025,77 punti e l'indice S&P500 lo
0,22% a 2.638,72 punti.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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