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Questo articolo è stato pubblicato il 17 luglio 2012 alle ore 14:41.

Potrebbe essere licenziato entro la pausa di agosto il testo unificato che è all'esame delle commissioni riunite di Finanza e giustizia del Senato. Il documento, che raccoglie cinque progetti di legge, «recupera di fatto – spiega Giuliano Barbolini, senatore del Pd e autore di gran parte del testo – il lavoro svolto in commissione antimafia per contrastare i fenomeni di illegalità legati al settore del gioco e pone molto l'accento sulla tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili».
Sul tema i progetti di legge presentati alle camere sono stati molti: 12 solo dall'inizio dell'anno, ma basta scorrere la lista disponibile sul sito del Senato per trovare testi presentati nel 2008, mai assegnati a un relatore e mai giunti in commissione. Con il testo unificato, dunque, i tempi si accorciano e il traguardo appare più vicino. «L'intenzione delle commissioni – aggiunge Barbolini– è di portare in Aula a settembre il testo licenziato, per poi farlo transitare alla Camera e trasformarlo in legge entro l'anno o comunque entro la legislatura».
Quattro i cardini del disegno: la tutela delle persone deboli e la cura della ludopatia; le sanzioni amministrative e penali in materia di gioco; nuove e più stringenti disposizioni in materia di concessioni; contrasto alla illegalità e al riciclaggio. Sul primo tema la posizione del governo Monti si è dimostrata da subito decisa: sia il ministro Andrea Riccardi, sia il ministro Renato Balduzzi, infatti, si sono espressi per il riconoscimento della ludopatia come malattia e per l'inserimento di questa patologia tra i livelli essenziali si assistenza socio sanitaria e socio assistenziale a carico del sistema nazionale. Il testo garantisce questa tutela, prevede l'istituzione di un osservatorio per monitorare il fenomeno della ludopatia e proporre campagne informative per prevenire i comportamenti patologici e, in più - per finanziare gli interventi - stabilisce che le percentuali delle somme giocate destinate alla remunerazione degli operatori e dei concessionari vengano ridotte dello 0,1%, quota da destinare al fondo socio-sanitario nazionale per la cura della malattia. Viene inoltre sottolineato il divieto di gioco per i minori e sono individuate sanzioni per chi ne consente invece l'accesso.
Sulle disposizioni in materia di concessioni e sui requisiti richiesti agli operatori il disegno di legge prevede norme più stringenti rispetto al passato con l'obiettivo di avere piena consapevolezza dell'identità dei soggetti concessionari, poter valutare con maggiore affidabilità la loro solidità patrimoniale, contrastare il fenomeno della fittizia intestazione. Per garantire il rispetto delle nuove norme viene prevista la revoca delle concessioni e vengono identificate le sanzioni amministrative e penali per chi non rispetta le regole.
Al fine di assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari per prevenire il riciclaggio di denaro proveniente da attività criminose, il testo prevede nuove disposizioni: l'obbligo all'utilizzo di conti correnti bancari o postali dedicati in via esclusiva ai giochi, un sistema di controllo valido anche oltre confine, l'istituzione di un registro scommesse e concorsi pronostici per garantire in qualsiasi momento una verifica sulle attività svolte.
«Nel disegno di legge – conclude Barbolini – abbiamo voluto poi restituire un ruolo forte alle amministrazioni locali per consentire nuovamente ai sindaci il potere di operare, come è giusto che sia, per contrastare nel proprio territorio i rischi legati alla diffusione del gioco d'azzardo».
Se da un lato il testo recupera gran parte delle istanze presentate alle Camere dai parlamentari, dall'altro lascia ancora "scoperta" un'area che raccoglie in sé rischi crescenti: sul gioco online, che registra la maggiore diffusione, manca ancora un sistema efficace di controllo.
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