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Questo articolo è stato pubblicato il 02 settembre 2014 alle ore 06:38.

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MILANO
La crisi economica accelera il processo di privatizzazione del polo fieristico-congressuale di Fiera di Rimini. Dopo le delibere degli enti pubblici azionisti (Comune e Cdc), la Provincia ha formalmente avviato la procedura di privatizzazione con la ricerca, entro il 29 settembre, di un advisor di livello internazionale, cioè del soggetto che dovrà individuare investitori interessati a un'operazione che riguarda la quarta fiera italiana. L'investitore dovrà essere identificato entro il giugno del 2015 e subito dopo scatterà un altro bando pubblico per il matrimonio effettivo.
Nel 2013 il gruppo Rimini Fiera ha realizzato ricavi per 62 milioni di euro e un Mol di 8 milioni, con manifestazioni (come Sigep, Rimini Wellness, Ttg, Ecomondo) e un'attività congressuale che ruota intorno al Palacongressi. Quanto vale Rimini Fiera? Nessuno si sbilancia ma - a parte la crisi che ha contratto i metri quadrati venduti a due cifre e i ricavi dagli oltre 90 milioni del 2008 ai 62 del 2013 - il gruppo fieristico ha preparato un business plan aggressivo. Per quest'anno stima ricavi per 68 milioni, 76,5 nel 2015 e 85,7 l'anno successivo. L'Ebitda salirà da 11,5 milioni a 17,6. La società produce cassa e per il 2016 Rimini Fiera Spa stima una posizione finanziaria netta positiva per 4,7 milioni. Poi dal 2017 via alla distribuzione di dividendi per 3 milioni.
Nel bando si sottolinea che la controllante Rimini congressi srl cederebbe la quota del 52,5%, o parte, di Fiera Rimini spa e/o quella di Società del Palazzo dei congressi spa (che gestisce la locazione del centro congressi) e inoltre si procederebbe ad un aumento di capitale di Rimini congressi a favore di terzi non soci. «La privatizzazione era previsto fino dal 2005 - ricorda Maurizio Temeroli, ex presidente di Rimini congressi e firmatario del bando - Perché gran parte del maxi investimento del centro congressi andava ripagato con l'ingresso dei soci privati. Certo, la crisi è stata durissima e non era prevedibile. Comunque l'attività congressuale ha permesso di destagionalizzare il business balneare e attivare investimenti nell'alberghiero che, altrimenti, non ci sarebbero stati». La privatizzazione sarà pilotata da Marino Gabellini, neo amministratore unico.
A causa della costruzione del centro congressi (costo intorno ai 100 milioni), i bilanci consolidati di Rimini congressi hanno segnato nell'ultimo triennio perdite per oltre 14 milioni e un debito verso banche per 103 milioni (di cui 42 a carico di Rimini congressi, 27 per Società Palazzo dei congressi e 18 per Rimini Fiera). Insomma una situazione critica che rende incerta la continuità aziendale e lo stesso collegio sindacale sottolinea, nell'ultimo bilancio, che nel 2014 la situazione è tamponata dalla sospensione del pagamento delle rate di mutuo a Unicredit ma nel 2015 dovranno «verificarsi le condizioni esposte dal Cda e sulle quali il collegio sindacale segnala un'incertezza rilevante».
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