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Questo articolo è stato pubblicato il 09 settembre 2014 alle ore 06:37.

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MILANO
Il "Luna Park" nazionale dei "paperoni" russi – ovvero la Versilia e Forte dei Marmi – teme l'ultima ondata di sanzioni in arrivo dalla Ue contro la Russia per il mancato rispetto della tregua nell'est dell'Ucraina. Il caso è finito, ieri, sulle colonne del New York Times, visto che, dopo le incertezze seguite al primo round di sanzioni, in primavera, il turismo russo in Toscana si è confermato, anche quest'anno, una "manna" contro la crisi e il maltempo. Tra mance stellari e affitti, da migliaia di euro al giorno, per ville e elicotteri.
Secondo il presidente di Federalberghi Forte dei Marmi e Federalberghi Toscana Paolo Corchia, «Il turismo dei super-ricchi russi è vitale per la zona» e ha resistito meglio rispetto al calo del 12% subìto dagli albergatori della Riviera romagnola. «Per noi – ha aggiunto Corchia – il fenomeno è relativamente meno preoccupante perché si tratta in gran parte di persone che vivono già in Europa, magari a Londra o in Svizzera o a Parigi. È chiaro che se il discorso delle sanzioni dovesse andare avanti e arrivare a colpire, per dire, la City di Londra, la posta in gioco sarebbe molto diversa. Le sanzioni che prendono banche e capitali certo ci preoccupano. Il turismo dei super ricchi russi – ripete Corchia – per noi è diventato vitale».
Un turismo iniziato circa 15 anni fa, grazie a politici e intellettuali russi. Ma nella lista degli ospiti ci sono anche il ricchissimo Roman Abramovic e alcuni uomini d'affari molto vicini a Putin. E spendono: da 250 euro al giorno per un gazebo sulla spiaggia al noleggio, sempre giornaliero, da 4500 euro per un elicottero destinazione Costa Azzurra. Soltanto nella cittadina della Versilia, i russi hanno già acquistato quattro importanti alberghi, e ora sono in trattativa per il quinto. Per questo motivo, il fatto che le sanzioni in arrivo si concentrino sui movimenti di capitali dei ricchi russi fa temere il contraccolpo.
Nel 2009, in Italia erano arrivati 461mila russi, un numero che negli anni è cresciuto sempre di più fino ad arrivare, nel 2013, a 1 milione e 88 mila. Visitatori che spendono tanto come evidenziato dall'ultima ricerca di Banca d'Italia: un giro d'affari da 1,3 miliardi lo scorso anno, più del doppio rispetto ai 623 milioni spesi nel 2009.
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