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Questo articolo è stato pubblicato il 10 settembre 2014 alle ore 06:38.

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POMPEI
«Valorizzare i nostri beni culturali per incentivare il turismo e il loro sviluppo». E, ancora, «trasformare il sito archeologico di Pompei nell'Arena di Verona del Sud». Frasi che ieri, al Collegio Romano, hanno dominato la conferenza stampa del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini sul ritorno delle rappresentazioni sceniche nel Teatro Grande, a pochi mesi dal dissequestro predisposto dalla Procura di Torre Annunziata dopo l'inchiesta che, a giugno, ha portato al rinvio a giudizio dell'ex commissario di Protezione civile Marcello Fiori e dell'imprenditrice salernitana Anna Maria Caccavo.
Si partirà il 18 settembre con l'orchestra del Bellini di Catania e "La Boheme" di Puccini diretta da Alberto Veronesi, si proseguirà il 20 con la "Carmen" di Bizet e la compagnia del Balletto del Sud, ma l'idea è allestire nell'estate 2015 un cartellone di sette eventi lirici. Lo stabilisce la convenzione con cui la Soprintendenza vesuviana retta da Massimo Osanna ha concesso la gestione del Teatro Grande all'Associazione Sviluppo Sinfonico Siciliano di Veronesi e alla Fondazione Carnovale di Giovanni Carnovale. Le date di settembre avranno carattere "esplorativo": i due enti di diritto privato si accolleranno i costi delle rappresentazioni (circa 300mila euro a serata). Si stimano incassi da 40mila euro a data. Alla Soprintendenza andrà una royalty del 10% su ogni biglietto venduto (al momento l'agibilità del teatro è di mille posti ma si lavora per alzarla a 1.650). In più i due enti privati offriranno alla Soprintendenza uno studio di fattibilità sulla possibilità di ospitare rappresentazioni nell'anfiteatro da 20mila posti che, a quanto ha detto ieri Osanna, dovrebbe essere affidato a Paolo Portoghesi, l'architetto che ha firmato il progetto di lottizzazione "Nathan" nei pressi di Villa Adriana a Tivoli, recentemente bocciato da Unesco e Mibact. «Ma sul tema - assicurano dall'organizzazione - l'ultima parola spetterà al ministro».
L'anfiteatro di Pompei nel 1971 ospitò il concerto a porte chiuse dei Pink Floyd, negli anni Novanta qualche rassegna di cabaret ma mai prima d'ora si era presa in considerazione la possibilità di utilizzarne gli spalti. Anche perché sarebbero da ricostruire. L'operazione però, secondo Veronesi, aprirebbe le porte a personaggi del calibro di Andrea Bocelli, Placido Domingo e a suoi «amici personali» come Paul McCartney, Roger Waters ed Elthon John. Comunque vada, Franceschini è convinto del fatto che «la zona con maggiori potenzialità di crescita turistica in Italia è la Campania».
Si è poi fatto il punto sul Grande progetto da 105 milioni confinanziato dalla Ue, con il direttore generale Giovanni Nistri che ha parlato di «undici cantieri aperti». Tra cui quello per la messa in sicurezza della Regio VIII affidato a Samoa Restauri Srl, società della famiglia Caccavo come la Caccavo Srl, finita al centro dell'inchiesta sulla ristrutturazione 2010 dello stesso Teatro Grande. Nel mirino dei pm la levitazione degli importi necessari al restauro da 449mila euro a 8 milioni. Anna Maria Caccavo, già legale rappresentante di Caccavo Srl e fino ai suoi arresti (febbraio 2013) direttore tecnico di Samoa, dovrà risponderne davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Torre Annunziata.
@MrPriscus
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I numeri in scena
300 mila
Il costo
Ogni rappresentazione al Teatro Grande costa 300mila euro
1.650
I posti
L'agibilità del teatro è di mille posti ma si lavora per alzarla a 1.650

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