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Questo articolo è stato pubblicato il 08 ottobre 2014 alle ore 06:37.
L'ultima modifica è del 08 ottobre 2014 alle ore 06:55.

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È a rischio l'investimento da 10 milioni di euro che Fercam, primario operatore logistico altoatesino, punta a effettuare a Sommacampagna, in provincia di Verona. Lo denuncia Thomas Baumgartner, amministratore delegato di Fercam. «Non ci permettono d'investire 10 milioni per la realizzazione di un nuovo e moderno centro logistico da 20mila metri quadrati per adeguare e mantenere competitiva la filiale di Sommacampagna e dare lavoro a cinquanta nuovi addetti. Non capisco – dice l'imprenditore di Bolzano – come in questo periodo di crisi in Italia si possano ancora bloccare aziende che vorrebbero investire e aumentare i posti di lavoro».
La vicenda è riassunta in una nota della stessa Fercam. Dopo 11 anni di richieste, incontri e progetti e inutili tentativi per l'ampliamento del centro logistico nella filiale Fercam di Sommacampagna – spiega l'azienda – nei giorni scorsi è arrivato dal Comune il parere negativo alla realizzazione dei lavori. Fercam si è insediata a Sommacampagna negli anni 70, dove aveva rilevato un vecchio impianto di concerie dimesso. Dopo avere sanato l'impianto anche dalle coperture di eternit presenti, montato un impianto fotovoltaico e quindi dato un contributo positivo all'ambiente, ora si trova nell'impossibilità di continuare a operare nel sito che necessita di un ammodernamento e ampliamento dell'impianto per poter rimanere competitiva.
Ma torniamo alla vicenda del nuovo magazzino. Trattandosi di procedura a "sportello unico attività produttive" il Comune di Sommacampagna ha convocato in Regione, lo scorso 26 settembre, la prima conferenza dei servizi, alla quale doveva seguirne una seconda per fare confluire eventuali esigenze di adeguamento del progetto.
Due giorni prima della data della conferenza dei servizi il Comune di Sommacampagna, «inspiegabilmente» secondo la Fercam, senza sentire o avvisare l'azienda e senza aspettare eventuali richieste che dovessero emergere dalla conferenza dei servizi, attraverso una delibera del Consiglio comunale ha deciso di non accettare il progetto, cambiando gli indirizzi della delibera approvata dalla precedente Giunta comunale.
«La delusione è grandissima e ora non solo stiamo valutando l'accorpamento della struttura di Sommacampagna con la sede di Vicenza, ma addirittura di trasferire all'estero le attività di logistica che intendevamo sviluppare in Veneto, portandole in Austria o in Slovenia, dove ci accolgono a braccia aperte e sovvenzionano la costruzione dell'impianto» conclude Baumgartner.
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Attesa infinita
Tanti gli anni di inutili tentativi per l'ampliamento del polo logistico

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