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Questo articolo è stato pubblicato il 05 novembre 2014 alle ore 06:37.

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Uscire di scena con stile. Calcisticamente, forse, si userebbe l'esempio di Platini, che lasciò il calcio giocato a soli 32 anni quando avrebbe potuto continuare a scendere in campo. Lino Dainese ha fatto una scelta simile e ha ceduto l'80% della società veneta al private equity del Bahrein InvestCorp, per una valorizzazione dell'azienda da 130 milioni di euro. Il fondo, assistito nell'operazione da Mediobanca per la consulenza e il supporto finanziario, ha battuto la concorrenza di LCapital e di Searchlight Capital Partners. Piazzetta Cuccia, peraltro, aveva un rapporto storico con l'azienda che ha facilitato l'operazione.
«Mi sentivo appagato di quello che avevo fatto: portare l'azienda oltre il periodo di crisi. Allora ho chiesto a Federico Minoli di farmi uscire con stile, al momento giusto, trovando un partner per la crescita della società» commenta Lino Dainese, fondatore dell'impresa, che rimarrà in azienda ma senza alcuna carica o responsabilità. «Mi dedicherò alla ricerca pura, grazie ad un'altra azienda D-air Lab». Quest'ultima è partecipata all'80% dallo stesso Dainese e al 20% da InvestCorp e sarà «la bottega» in cui si farà innovazione: «Io da fuori alimenterò con altre idee le possibilità di sviluppo dell'azienda», osserva il fondatore.
D'altra parte l'imprenditore lascia il testimone al fondo con un fatturato cresciuto nel 2013 del 10% a 117 milioni e stimato a 128/130 milioni quest'anno. In miglioramento anche la redditività con un margine operativo lordo (Ebitda) salito di due punti percentuali, ma soprattutto con l'eredità di una raccolta ordini 2014 aumentata anno su anno del 25%. A gestire lo sviluppo futuro, ora arriverà un nuovo management che sarà scelto di concerto fra gli azionisti. E nel futuro dell'azienda non ci sarà solo sport, perché le applicazioni della tecnologia D-air (una corazza d'aria per il corpo umano che scoppia in 20 millisecondi) vanno dal militare all'automotive, dalla cantieristica al settore sanitario per gli anziani.
«Molti non capiranno la mia scelta. Ma la domanda che mi sono fatto è: meglio rimanere il primo nel paesiello o lanciare l'azienda a livello internazionale con un partner finanziario? Con quest'operazione ho la garanzia che la mia "bottega" può avere un futuro», conclude Dainese.
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