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Questo articolo è stato pubblicato il 26 novembre 2014 alle ore 06:37.

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BOLZANO

Una soluzione con molti vantaggi. Da pochi giorni 10.500 tonnellate di mele sono immagazzinate in 12 celle sotterranee ricavate in una galleria lunga 140 metri di una più vasta miniera di dolomia, a Segno di Taio, in Val di Non. Si concretizza così la prima parte di un importante progetto del consorzio Melinda che fino a oggi ha assorbito un investimento di 7,5 milioni. È la prima e per ora unica struttura di questo genere al mondo.

Il progetto muove i primi passi nel 2010, quando il consorzio - 250 milioni di ricavi, 16 coop associate e 4mila produttori - vara un piano industriale per aumentare la capacità produttiva da 350mila a 400mila tonnelate entro il 2020. Evidente che per ospitare la nuova produzione servono altri magazzini. Natura vuole che a poca distanza dalla sede di Mondo Melinda, polo commerciale visitato da 40mila persone ogni anno, sorga una miniera di dolomia, in concessione al gruppo Tassullo, che estrae la pietra e la trasforma in materia base per cementi. L’idea dei dirigenti di Melinda - il presidente Michele Odorizzi e il direttore Luca Granata - è quella di poter utlizzare quelle gallerie per farne dei magazzini adatti ad ospitare l’incremento produttivo di mele. Dopo un periodo di sperimentazione iniziato nel 2012, il via al primo lotto, inaugurato nei giorni scorsi. Entro il 2020 saranno costruiti gli altri lotti.

Significativi i vantaggi di questa soluzione rispetto alla costruzione di magazzini soprasuolo: un calo del 70% dei costi energetici, calo del 30% dei costi di gestione, risparmio del 20% nei costi di costruzione, evidente conservazione del suolo e impatto zero sul territorio. Inoltre le nuove caverne Melinda diventeranno presto una attrazione in più per i visitatori di Mondo Melinda.

Tutto questo grazie alle caratteristiche fisiche e geologiche della roccia dolomia, che consente una perfetta frigo conservazione delle mele e che hanno permesso di eliminare le 850 tonnellate di isolante artificiale che sarebbero state impiegate per realizzare i figoriferi soprasuolo.

Melinda è un consorzio di secondo grado, nato nel 1989, in rappresentanza di 16 cooperative della Val di Non. Commercializza ogni anno circa 400mila tonnellate di mele, il 70% delle quali è indirizzato in 40 Paesi esteri. Melinda è associato a Fedagri, la federazione delle coop agricole di Confcooperative. «Melinda è uno dei tanti gioielli della cooperazione - dice Giorgio Mercuri, presidente di Fedagri - e rappresenta un esempio di imprenditoria. La cooperazione è l’unica attività che non delocalizza perchè legata strettamente al territorio nel quale contribuisce a creare occupazione, produzione e valore».

roberto.iotti@ilsole24ore.com

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