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Questo articolo è stato pubblicato il 08 dicembre 2014 alle ore 10:07.
L'ultima modifica è del 08 dicembre 2014 alle ore 10:12.

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Formazione, scambio di esperienze e visite internazionali a favore del comparto artigianale femminile dei paesi dell'Asia centrale: Tagikistan, Kirghizistan e Kazakistan. Una iniziativa finanziata dalla Commissione europea, relativamente al programma Central Asia Invest, di cui Umbria Export, l'agenzia per l'internazionalizzazione di Confindustria Umbria, è capofila, che sta consentendo di sviluppare un importante network internazionale con l'Asia Centrale.

Infatti, grazie a questo progetto, i massimi referenti delle Camere di commercio del Tagikistan e del Kirghizistan, Sharif Said, presidente della Cdc del Tagikistan e Nurlan Musuraliev, deputy chairman of the chamber's Council, Chamber of commerce and industry of the Kyrgyz Republic, hanno visitato nei gironi scorsi alcune aziende e istituzioni umbre e si sta immaginando una collaborazione che in futuro potrà andare al di là del settore dell'artigianato e abbracciare anche i comparti dell'energia rinnovabile, della meccanica leggera, della meccanica agricola, dell'agroalimentare, del turismo, dei beni strumentali e dell' artigianato.
Enzo Faloci, direttore Umbria Export, dalla fiera dell'Artigianato in Milano, spiega come il progetto sia strategico, in quanto seppur «focalizzato sul comparto dell'artigiano, è estremamente importante perché apre i canali istituzionali a tutti gli altri settori. Questo ci ha permesso di entrare in contatto con le massime autorità dell'Asia centrale in grado di aprirci la strada ad altre collaborazioni».

Stando al progetto, il prossimo step vedrà l'Umbria recarsi di nuovo in Asia centrale (vi è già stata quattro volte, ndr) per portare avanti l’attività di formazione relativamente allo sviluppo dell'attività artigianale locale, ma grazie al consolidamento di queste relazioni e ai contatti sviluppati, non si esclude che «in vista si possa improntare anche una vera e propria missione imprenditoriale dall'Umbria specifica per altri comparti».
Umbria Export nei giorni scorsi ha organizzato incontri con la Cdc di Perugia, Confindustria Umbria, l'accademia delle Belle Arti, l'università per Stranieri, Sviluppumbria, Confartigianato e le aziende: Antica Deruta, IPI, Tessitura Brozzetti, Isa e Vernipoll.

«Dagli incontri – conclude Faloci - è emerso un grande interesse da parte dei rappresentanti dei paesi dell'Asia centrale verso i prodotti del made in Italy. Gli ospiti che hanno visitato l'Umbria hanno caldamente invitato tutti gli interlocutori incontrati a fare visita ai loro paesi assicurando la massima attenzione verso le imprese umbre che vorranno esplorare questi nuovi mercati che, peraltro, si trovano in una posizione strategica rispetto al grande mercato della Russia e degli altri paesi dell'Asia centrale che complessivamente contano circa 210 milioni di abitanti».

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