Il Sole 24 Ore
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Mercoledí 25 Febbraio 2015

Via al raddoppio del Canale di Suez

Nicoletta Picchio


il cairo

La data è confermata. Ad agosto, come previsto, il Canale di Suez sarà parzialmente raddoppiato: 72 chilometri rispetto ai 193 totali, un'opera in grado di ridurre il tempo di percorrenza delle navi da 18 a 11 ore.

«È la prova della volontà dell'Egitto», dice la didascalia dei filmati che ieri sono stati presentati ad un gruppo di imprenditori italiani nella sede dell'Autorità del Canale. È stato uno degli appuntamenti della missione italiana in Egitto che si conclude oggi: lunedì ci sono stati gli incontri politici, tra il presidente Al Sisi, il capo del governo e sei ministri egiziani con gli esponenti italiani, il vice ministro allo Sviluppo, Carlo Calenda, la presidente del Comitato tecnico di Confindustria, Licia Mattioli, il vice presidente dell'Abi, Guido Rosa, il presidente dell'Agenzia-Ice, Riccardo Monti.

Ieri ci sono state una serie di visite mirate, al canale di Suez, al parco eolico di Zaafarana, allo Smart Village (nuove tecnologie) e nelle sedi della Tanta Motors e Egyptian Canning (meccanica). Tutti settori in cui l'Egitto ha in programma una serie di grandi progetti, alcuni già in atto, altri che saranno presentati alla conferenza internazionale di metà marzo, a Sharm ed Sheik.

Il Canale di Suez, nelle intenzioni del governo, è uno dei pilastri della ricostruzione del paese, dopo le difficoltà del post primavera araba. Non c'è solo il raddoppio, progetto che vale 8,2 miliardi di dollari. Attorno al Canale si vuol creare una nuova area metropolitana con abitazioni, centri servizi, zone industriali, collegamenti stradali e ferroviari, che passano addirittura in tunnel sotterranei, collegando le due rive. Ma non solo: anche petrolchimici, industrie di metallo leggere, riparazione e costruzione delle navi e poi allevanmento del pesce, un progetto cui tiene molto Al Sisi in persona, come ha cofnermato anche negli incontri con la delegazione italiana.

È in questa imponente espansione che le aziende italiane possono trovare uno spazio importante, grazie alle tecnologie e al know-how. Ne hanno parlato direttamente nell'incontro di ieri con il presidente dell'Autorità del canale, l'ammiraglio Mohab Mamesh, nel lungo giro di due ore in barca lungo il Canale e nel primo tratto del raddoppio già ultimato. L'acqua passa attraverso sei canali orizzontali (la prima immissione è avvenuta all'inizio di gennaio). Sono già finiti i primi 35 chilometri nella parte centrale, che ruota attorno al centro di Ismailia; ne mancano altri due tratti uno a Nord e l'altro a Sud. L'obiettivo è raddoppiare i passaggi, dalle 49 navi di oggi a 97 nel 2023, con un traffico no-stop nelle due direzioni. La cifra record di 5,3 miliardi di introiti del 2014 dovrebbe aumentare del 259% tra otto anni, arrivando a 13,2 miliardi.

Tra le aziende italiane presenti ieri, Trevi, Pizzarotti, Bonatti, Fincantieri. Il raddoppio finora è stato eseguito quasi interamente da aziende egiziane, e il presidente Mamesh ha sottolineato che le risorse necessarie sono state trovate non solo con fondi del governo, ma soprattutto con la sottoscrizione dei cittadini di una sorta di obbligazioni, senza interessi. Una prova, ha aggiunto, del sostegno del popolo al governo di Al Sisi e della volontà dell'Egitto di voltare pagina rispetto al passato, nonostante le tensioni nell'area, dalla Libia alla Siria.

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I NUMERI

73

I chilometri interessati

Ad agosto scatteranno i lavori per il raddoppio (parziale) del Canale di Suez: 73 chilometri rispetto ai 193 totali, un’opera in grado di ridurre i tempi di percorrenza navi da 18 a 11 ore

8,2

L’investimento

Valore dei lavori in miliardi di dollari. Attorno al Canale si vuole creare una nuova area metropolitana con abitazioni e centri servizi


Mercoledí 25 Febbraio 2015