Economia

3/6 Iran e made in Italy / Il potenziale: 3 miliardi in 4 anni

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    3/6 Iran e made in Italy / Il potenziale: 3 miliardi in 4 anni

    Un Pil di 370 miliardi di dollari e 77 milioni di abitanti. I numeri dell’Iran ne fanno uno dei mercati con i più grandi margini di crescita nel mondo. La soluzione della questione nucleare può dunque avere un grosso impatto economico anche sull'Italia, che proprio a causa delle sanzioni internazionali a partire dal 2012 ha conosciuto un drastico calo dell'interscambio. Nel 2011 gli scambi bilaterali avevano raggiunto il record di 7,1 miliardi di dollari, per poi crollare a poco più di un miliardo nel 2013 e nel 2014. Dal 2006, fa notare la Sace, il nostro Paese ha perso 15 miliardi di euro di esportazioni. Il settore più colpito è stato quello della meccanica strumentale, che copre oltre la metà dell'export italiano verso l'Iran e che ha subito perdite per oltre 11 miliardi dall'inizio delle sanzioni.

    Secondo Sace, il ritiro delle sanzioni contro l'Iran conseguente all'accordo di oggi, potrebbe portare a un incremento dell'export italiano nel paese di quasi 3 miliardi di euro nei prossimi 4 anni, salendo dagli 1,1 del 2014 ai possibili 2,5 del 2018. La società di assicurazione all’export avverte però che riguadagnare le quote di mercato perse in Iran non sarà facile, considerando che concorrenti quali Cina, India, Russia e Brasile hanno subito molti meno vincoli negli ultimi anni guadagnandosi una posizione importante all'interno del Paese. I settori con le maggiori opportunità da cogliere saranno l'Oil&gas, l'automotive, la difesa, i trasporti, il real estate e più in generale i settori legati alle costruzioni. Lo scenario in Iran è comunque in chiaroscuro avverte Sace: il Paese presenta una serie di importanti vantaggi competitivi ma anche una serie di rischi che le aziende italiane non possono e non devono trascurare, non da ultimo l'impianto sanzionatorio che rimane tuttora in vigore ma anche la burocrazia, la corruzione e il rischio di mancati pagamenti.

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