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Questo articolo è stato pubblicato il 15 agosto 2015 alle ore 08:13.

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La sequenza degli eventi che hanno messo in crisi l’aeroporto di Fiumicino da maggio a luglio, mesi nei quali si sono sviluppati incendi dentro e fuori lo scalo, non ha provocato conseguenze per la crescita dell’aeroporto della Capitale. Per i passeggeri che si sono trovati a transitare nello scalo in quel periodo i disagi sono stati molto pesanti, ma il bilancio per i gestori dell’infrastruttura resta positivo. Meglio, più che positivo, e sicuramente in crescita rispetto al 2014. A riferire i numeri dell’andamento del traffico aeroportuale aggiornati ad agosto è stato ieri il presidente dell’Enac, Vito Riggio, che si è recato nell’aeroporto della Capitale per un sopralluogo alla vigilia di Ferragosto.

«Il numero dei passeggeri totali, dal primo gennaio 2015 all’11 agosto, all’aeroporto di Fiumicino è stato di circa 25 milioni, con un più 7 per cento rispetto stesso periodo dell’anno precedente» ha dichiarato Riggio, ufficializzando un dato che sinora Aeroporti di Roma, la società che gestisce lo scalo romano, non aveva diffuso, visto che gli ultimi numeri sono stati comunicati con la semestrale e si fermavano a luglio.

«Dal primo gennaio 2015 al 6 maggio (giorno antecedente all’incendio che ha devastato il Terminal 3, ndr) - ha aggiunto Riggio - si sono registrati oltre 12 milioni di passeggeri, che hanno fatto segnare un più 8,2 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Mentre dal 7 maggio 2015 all’11 agosto sono stati all’incirca 13 milioni, con un più 6 per cento rispetto stesso periodo 2014».

Riggio ha garantito sul fatto che ormai lo scalo è tornato alla normalità, anche se a onor del vero alcune parti del Terminal 3 sono tuttora chiuse al pubblico e la mobilità all’interno dell’infrastruttura è stata riorganizzata in modo alternativo.

«L’aeroporto di Fiumicino è tornato alla normalità, sembrerebbero non siano neanche avvenuti il rogo del 7 maggio scorso né quello della pineta di Focene, lo dimostrano peraltro anche i numeri dei passeggeri registrati ieri (giovedì scorso, ndr), circa centoquarantamila, con punte di oltre centocinquantamila» ha proseguito Riggio.

Nel corso della visita di ieri, durata oltre un’ora, il presidente dell’Enac, come già nella precedente del 5 agosto, è stato accompagnato da alcuni dirigenti di Aeroporti di Roma

«I numeri dimostrano che nonostante un gravissimo incendio, quello “vero” divampato lo scorso 7 maggio - ha chiosato Riggio - c’è stata una reazione molto positiva, tanto che si è registrato complessivamente 8 per di traffico aereo in più e anche nello stesso periodo del rogo il traffico è aumentato quasi del 6 per cento. Tutto questo ovviamente significa che le emergenze bisogna prevenirle e stiamo lavorando su questo. Vorrei dire con chiarezza che qui nello scalo romano la risposta è stata comunque molto forte, sia da parte del gestore Aeroporti di Roma sia la cooperazione che ha fornito l’Enac. Adesso è quasi tutto tornato alla normalità, non sembrerebbe proprio ci sia stato un incendio di questa portata e lo dimostra il fatto che ieri (giovedì scorso, ndr) sono transitati 137 mila passeggeri, mentre il 2 agosto scorso si è raggiunto un picco storico di 157 mila. Se questa è la storia di un fallimento allora vuol dire che io non so ragionare».

Il presidente dell’Enac ha infine fatto il punto sugli investimenti nello scalo. Quelli effettuati nel corso dell’ultimo triennio, ha spiegato, sono stati di oltre 600 milioni di euro. «Da quest’anno - ha aggiunto - si registra una notevole accelerazione, con oltre 300 milioni e, nel complesso, nei primi 3 anni, gli investimenti effettuati sono superiori a quelli originariamente previsti dal contratto di programma. Inoltre, Aeroporti di Roma dopo l’evento del 7 maggio scorso ha rafforzato notevolmente il proprio presidio, con punte di quasi 400 operatori in più al giorno».

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