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Italcementi, calano gli esuberi

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Industria

Italcementi, calano gli esuberi

  • –Francesco Prisco

MILANO

Gli esuberi da gestire con la cigs per riorganizzazione scendono dagli iniziali 765 (1.080 a livello di gruppo) a quota 430 unità. Confermata la chiusura dei siti già inattivi di Scafa e Monselice, i cui 108 dipendenti beneficeranno della cassa per cessazione. Questo il punto d'arrivo del doppio accordo sottoscritto ieri al ministero del Lavoro da sindacati e Italcementi, big player italiano del calcestruzzo che dà lavoro a 2.700 persone e a luglio scorso ha ufficializzato la cessione del 45% del proprio pacchetto azionario alla tedesca Heidelberg Cement per 3,8 miliardi.

Tra oggi e l’inizio della settimana prossima, in sede lombarda, si entrerà invece nel merito della controllata Ctg per la quale a inizio vertenza si pensava alla cigs per 203 unità che adesso dovrebbero scendere a 130. Serve una struttura produttiva in linea con il calo dei volumi, passati dai 46 milioni di tonnellate del 2006 ai 19 milioni di quest’anno. Ecco allora la “fase 2” della riorganizzazione, con la cigs a rotazione per 250 lavoratori della sede principale, 25 della sede commerciale di Milano, 10 per lo stabilimento di Calusco d’Adda, 5 per lo stabilimento di Rezzato, 10 per lo stabilimento di Colleferro, 5 per lo stabilimento di Matera, 26 Sarche, 37 per lo stabilimento di Salerno, 42 per quello di Castrovillari, 10 per quello di Samatzai e 10 per quello di Isola delle Femmine.

Si è definito anche un accordo che prevede la protezione sociale dei lavoratori con misure di sostegno al reddito implementate rispetto all’impostazione dell’attuale piano sociale. Le parti hanno sottoscritto congiuntamente un impegno a richiedere al governo, quando sarà insediata l’apposita commissione, l’applicazione dell’articolo 42 della legge 148/2015 per il ricorso agli ammortizzatori sociali per gli anni 2017 e 2018.

Secondo il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova, «il governo si è speso per raggiungere l’obiettivo della tutela dei posti di lavoro e del reddito». Con il nuovo assetto, spiegano Silvestro Capitanio e Giuseppe Agate delle risorse umane di Italcementi, «l’azienda potrà affrontare la nuova realtà del mercato italiano con una struttura più adeguata alle reali necessità produttive». Per i segretari di Filca Riccardo Gentile, Fillea Marinella Meschieri e Feneal Fabrizio Pascucci, «l’accordo conclude una fase di dialettica sindacale molto elevata che ha impedito all’azienda di dichiarare la cessata attività produttiva nei siti di Sarche, Castrovillari e Salerno».

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