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Grandi mostre

Sotto il vestito l'intimo: tre secoli di cambiamenti su lusso, sesso e moralità al V&A Museum di Londra

LONDRA - Dimmi cosa indossi sotto il vestito e ti dirò chi sei: l'intimo sa raccontare molto sui gusti e le inclinazioni di una persona e sa anche riflettere l'epoca e il contesto sociale. Con la grande mostra “Undressed: a brief history of underwear”, il Victoria&Albert Museum di Londra esplora ora l'evoluzione della società e i cambiamenti nell'atteggiamento verso le donne, l'identità femminile, il sesso, il lusso e la moralità attraverso tre secoli di abbigliamento intimo.

In mostra oltre duecento capi, iniziando nel ‘700 e arrivando a oggi, dalle prime preziose sottovesti ricamate agli slip ‘usa e getta' contemporanei passando per i mutandoni di cotone indossati dalla madre della Regina Vittoria nell'Ottocento. In mostra anche una grande foglia di fico di gesso, usata per nascondere i genitali del David di Michelangelo ogni volta che la Regina, notoriamente moralista, visitava il museo, evitando così di scandalizzare Sua Maestà.

Il clou della mostra sono i corsetti in tutte le loro forme, dai primi modelli alle versioni attuali. Hanno raggiunto la massima diffusione nell'Ottocento, dai busti utilitari per le donne di fatica ai costosi bustini con stecche di balena delle ricche signore. È interessante scoprire quante donne in quel periodo abbiano proposto modifiche al taglio e ai materiali usati e versioni più comode e meno dannose. Alcuni raggi x mostrano le conseguenze negative per la salute dei busti troppo stretti, uno dei quali ha una circonferenza vita di 45 centimetri.

Solo nel Ventesimo secolo è stato permesso alle donne di liberarsi dei bustini senza dare scandalo, ma il corsetto, lungi dallo sparire, è rimasto una presenza importante nell'abbigliamento femminile: non più come obbligo quotidiano ma come oggetto del desiderio e strumento di seduzione, come dimostrano oggi marchi specializzati come Rigby and Peller, La Perla e Agent Provocateur, che è anche uno degli sponsor della mostra.

L'ossessione per il vitino di vespa non è tramontata, come si può vedere dai bustier strizzati di Kim Kardashian e da uno splendido corsetto tempestato di paillette d'argento creato nel 2011 da Mr Pearl per gli spettacoli burlesque di Dita von Teese, con una circonferenza vita di 46 cm degna di una damina dell'Ottocento.

Anche grandi stilisti come Jean Paul Gaultier e Alexander McQueen si sono ispirati all'intimo e in particolare ai corsetti per creare spettacolari abiti da sera. In mostra anche l'abito di velo dorato totalmente trasparente di Liza Bruce indossato da Kate Moss nel 1993, e il vestito trompe l'oeil creato da Antonio Berardi per Gwyneth Paltrow nel 2008.

Undressed dedica spazio anche all'intimo maschile, dalla guaina per uomo del 1842 da mettersi il giorno del matrimonio agli Y-front indossati da David Beckham in una celebre campagna pubblicitaria per H&M nel 2012. In mostra anche l'intimo per la gravidanza attraverso i secoli e l'evoluzione dell'intimo contenitivo, dalle prime guaine all'arrivo del latex fino a oggi con la cosiddetta ‘shapewear' di Spanx. Non manca l'abbigliamento notte, dai pigiami caldi e funzionali alle camicie da notte impalpabili e seducenti, e la ‘active wear' ad alta performance per lo yoga e il jogging, simbolo della donna libera e liberata, che non deve più indossare il busto ma neanche bruciare il reggiseno per protesta.

Undressed: a Brief History of Underwear - 16 aprile 2016-12 marzo 2017 - Victoria and Albert Museum, Londra - www.vam.ac.uk/undressed

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