Moda24

Il Lanificio Bacci segue la «svolta» in passerella

  • Abbonati
MARCHI STORICI

Il Lanificio Bacci segue la «svolta» in passerella

Le nuove tendenze in atto sulle passerelle, dalle sfilate miste uomo-donna alla vendita subito dopo la presentazione dei capi, cominciano a rivoluzionare anche la platea di fornitori “a monte”, a partire da quelli di tessuti per abbigliamento. E promettono di fare una selezione feroce, che privilegia chi è in grado di rispondere alle nuove richieste delle griffe. «Per noi potrebbe essere una grande occasione» afferma Filippo Bacci, presidente del lanificio fiorentino Fratelli Bacci, fondato dal bisnonno nel 1916 e arrivato al 100esimo compleanno, appena festeggiato con un evento al Museo del Tessuto di Prato (pur essendo a Firenze, l'azienda è integrata nel distretto tessile pratese). Fratelli Bacci, 10,3 milioni di fatturato 2015 e 40 addetti tra cui nove membri della famiglia proprietaria, produce tessuti per donna e uomo e si posiziona sull'alto di gamma, con l'utilizzo di fibre nobili come cachemire e cammello e clienti del calibro di Burberry, Balenciaga, Dior, Zegna, Armani, Gucci, Hermes, Corneliani.

«Il nuovo approccio di alcuni grandi marchi con le sfilate uomo-donna e la vendita a breve distanza dalla presentazione in passerella - spiega Bacci - li sta portando a selezionare i fornitori: avere, come noi, i magazzini delle materie prime e una struttura produttiva interna che assicura rapidità di esecuzione è fondamentale per rispondere alle richieste. Del resto, per avere capi pronti in sei-sette settimane non si può produrre in Cina».

Il lanificio Fratelli Bacci esporta il 60% soprattutto in Inghilterra, Usa e Francia («La Germania sul prodotto di alta qualità soffre»). Anche quest'anno i segnali sull'export sono «molto positivi» negli Stati Uniti e in Inghilterra e la raccolta ordini nei primi tre mesi ha segnato +20%, con un fatturato cresciuto del 5%. «L'obiettivo per il 2016 è raggiungere i 12 milioni di euro - conclude Bacci - continuando a migliorare ancora la qualità grazie anche agli investimenti fatti sui macchinari: l'unica strada per competere è avere la qualità-top per soddisfare la clientela-top che spesso ci mette a dura prova con le richieste».

© Riproduzione riservata