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Pechino si affida a Centergross

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Pechino si affida a Centergross

Qualche azienda aveva già tastato il polso di uno dei più grandi mercati del mondo, proponendo la formula di un fast fashion di qualità a prezzi concorrenziali. Quasi sperimentazioni dell’ingresso in grande stile nel gigante asiatico. Di fatto, però, ha aperto la strada, favorendo nuove espansioni. Ora, invece, è la Cina a chiamare il Centergross, il regno del pronto moda che, alle porte di Bologna – Funo di Argelato – ha progressivamente conquistato i buyer esteri: oggi sono circa il 60% dei clienti – oltre 1,7 milioni di operatori, in crescita di 35mila unità nel 2015 - di una struttura che conta 700 aziende e fattura circa 5 miliardi di euro all’anno.

Un profilo internazionale il Centergross se lo è già ritagliato da tempo. Europa Occidentale e Orientale, a partire dalla Russia, che resta un pilastro per le esportazioni. Poi Asia – prevalentemente Hong Kong - e Medio Oriente, in crescita. Questa volta il distretto del fast fashion, uno dei più importanti d’Italia, il grande sbocco se lo è visto proporre su un piatto d’argento. Le richieste, con la visita di una delegazione, sono arrivate direttamente dal Governo cinese, tramite una emanazione del ministero del Commercio di Pechino, la China Commercial association for general merchandise: una potenza che associa 800 gruppi della grande distribuzione a cui fanno capo mall e centri commerciali di medie o grandi dimensioni. E che annovera tra i propri membri una sessantina di associazioni che operano nel settore del commercio e che coinvolgono circa 15mila aziende.

Pechino sembra intenzionata a investire sullo sviluppo e su una migliore organizzazione delle catene distributive, attraverso l’espansione dei mall. Le opportunità per il Centergross - individuato come possibile alleato di partnership per l’apertura di monomarca o per l’ingresso delle aziende nei multimarca dei departement store - sono interessanti. La China commercial association ha una presenza capillare in 31 tra Province, regioni autonome e municipalità. La domanda è rivolta alle aziende più strutturate che garantiscono una produzione su scala quasi industriale per garantire rapidi riassortimenti.

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