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Più controlli su scali, frontiere, siti sensibili

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Più controlli su scali, frontiere, siti sensibili

  • –Marco Ludovico

ROMA

Per le festività pasquali al Viminale si era ipotizzato nelle scorse settimane di attenuare il livello di allerta terrorismo. Da ieri non ci sono più dubbi: resta quello due, «il più alto prima di quello in caso di attacco» ha ricordato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, varato subito dopo gli attentati di novembre 2015 a Parigi. Ieri Alfano ha convocato il Cnosp (comitato nazionale ordine pubblico e sicurezza), lo ha presieduto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Il premier dopo la strage di ieri a Bruxelles sottolinea che l’Europa deve rispondere «andando fino in fondo» con un «patto europeo» che metta in comune sicurezza ed intelligence. Occorre, secondo il presidente del Consiglio, «una struttura di sicurezza unitaria» tra gli stati dell’Unione. Siamo di fronte a una «minaccia globale con killer anche locali» evidenzia Renzi nei contatti con i colleghi europei, da Merkel a Hollande e Juncker: si tratta di «attentatori che però vengono da dentro e si nascondono nelle periferie delle nostre città». E aggiunge: davanti al terrorismo «non è tempo di sciacalli ma neanche di colombe».

Non solo: «Chi si illude urlando “Chiudiamo le frontiere” non sa, non si rende conto che molto spesso i nostri nemici sono già dentro le nostre città» conclude il premier. Ma il leader della Lega Matteo Salvini replica: «Di fronte all’ennesima strage c’è il solito nulla di Renzi che se la prende con gli sciacalli ma non fa niente per difendere gli italiani». Per questa mattina Renzi ha convocato a Palazzo Chigi i capigruppo di tutti i partiti per chiamare a uno spirito di unità nazionale davanti al terrore.

Dopo il Cnosp, Alfano ha reso noto che sono state diramate a prefetti e questori indicazioni per rafforzare e rinnovare tutti i controlli antiterrorismo. A oggi ci sono quattro documenti, tutti aggiornati, di indicazioni del Viminale in questo senso: il piano nazionale antiterrorismo; le linee guida; il protocollo operativo; il piano di sicurezza per gli aeroporti.

Il ministro ha annunciato il rafforzamento dei controlli in aeroporti, stazioni ferroviarie e della metropolitana; l’intensificazione delle verifiche nelle carceri e sul web con un monitoraggio a largo raggio delle attività di propaganda e proselitismo; una ricognizione dei luoghi più esposti al rischio e le periferie più turbolente; sono in arrivo una decina di espulsioni di soggetti sospetti.

«Fin qui il nostro lavoro di prevenzione è stato premiato» ha detto Alfano illustrando i risultati antiterrorismo dal 1° gennaio 2015 a oggi. Ci sono state 109.764 persone sospette controllate; 2.249 perquisizioni eseguite su soggetti contigui all’estremismo; 2.139 veicoli e 241 navi controllate; 653 indagati in stato di libertà; 396 persone arrestate; 74 espulsioni eseguite, tra cui 5 imam; le Digos hanno arresto 73 persone e altre 23 i reparti antiterrorismo dei Carabinieri.

Il numero delle espulsioni salirà nei prossimi giorni quando il ministro firmerà i nuovi decreti di espulsione nei confronti di soggetti da tempo tenuti sotto osservazione da 007 e antiterrorismo. Durante il Cnosp il ministro ha chiesto al direttore della Ps, Alessandro Pansa, di disporre per la polizia delle comunicazioni un «intenso» monitoraggio del «grado di consenso» riscosso sul web dagli attacchi di Bruxelles e di verificare «ogni singolo elemento di rischio» nelle periferie dove la presenza delle comunità islamiche è più forte perché, sostiene Alfano, è lì «che potrebbe nascere il germe della radicalizzazione».

Per le carceri, d’intesa con il Dap diretto da Santi Consolo, si è deciso di rafforzare la presenza di mediatori culturali; durante il comitato è emersa l’esigenza per la polizia penitenziaria di poter anticipare, alla pari con le altre forze di polizia, l’aliquota di assunzioni di personale necessaria, tra l’altro, anche per rafforzare i controlli. Più stringenti, com’è scontato, anche i servizi di pattugliamento e di controllo delle forze dell’ordine attorno al Vaticano, ma gli impegni di papa Bergoglio restano tutti confermati.

Controlli rafforzati alle frontiere marittime dell’Adriatico – potrebbero in linea teorica essere utilizzate dai foreign fighters per rientrare in Europa – e allo studio dei vertici della sicurezza ci sono altre misure, riguardanti soprattutto gli aeroporti: «Stiamo studiano al meglio soluzioni più efficaci ed efficienti – ha detto Alfano – ma al momento non ci sono decisioni».

Timori concreti, invece, sono emersi ieri dopo l’arresto di un iracheno, da parte della Digos di Napoli, in costiera sorrentina. Aziz Ehsan, 46 anni, ha ricevuto dalla Polizia di Stato la notifica di un mandato di cattura internazionale emesso dalle autorità svizzere per i reati di tentata aggressione, minacce e sequestro di persona (una donna) ma, secondo l’intelligence di Belgio e Francia, sarebbe collegato con il terrorismo di matrice islamica. Agli investigatori ha riferito che, a Sorrento, si guadagnava da vivere facendo il mediatore immobiliare, affittava e subaffittava abitazioni ai turisti. Aziz Ehsan è stato chiuso nel carcere di Poggioreale. L’Ucigos ora sta facendo un approfondimento sui presunti legami di Ehsan con il terrorismo.

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