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Isis rivendica un attentato contro gli sciiti a Kabul: 80 morti, oltre…

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i terroristi arretrano insiria

Isis rivendica un attentato contro gli sciiti a Kabul: 80 morti, oltre 230 i feriti

Foto Ap
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Non accenna a stabilizzarsi il bilancio dell'attentato suicida che oggi in piena Kabul ha preso di mira una manifestazione di protesta di esponenti della minoranza etnica degli hazara, che professano la confessione sciita: stando al capo portavoce del ministero afghano della Sanità, Ismail Kawis, il numero dei morti accertati è arrivato infatti ad almeno 80 mentre i feriti ammontano a oltre 230, molti dei quali in gravi condizioni. La strage è stata rivendicata dall’organizzazione terroristica Stato Islamico, da mesi impegnata ad ampliare la sfera d'influenza conquistata di recente nel Paese. «Due nostri combattenti hanno fatto detonare le loro cinture esplosive in mezzo a una concentrazione di sciiti nel quartiere di Dehmazang a Kabul, Afghanistan», recita un dispaccio diffuso dall'agenzia di stampa Amaq, uno dei principali organi di propaganda del califfato.

Per gli estremisti sunniti, quali i militanti dell'Isis sono, gli sciiti non sono altro che apostati, ovvero rinnegano la propria stessa religione. In precedenza avevano invece preso le distanze dall'attacco terroristico i talebani, acerrimi avversari del “califfato”.

Lo stato islamico arretra in Siria
Truppe curdo-arabe sostenute dagli Usa sono entrate stamani nella città di Manbij, roccaforte dell'Isis nel nord Siria, dopo un assedio durato due mesi e
mezzo. Lo hanno detto all'ANSA fonti locali dopo la diffusione su Internet di notizie non confermate dell'ingresso in città delle Forze siriane democratiche. Secondo le fonti, a Manbij sono intrappolate dalle 100mila alle 150mila persone, di cui 35mila sono minori. Le fonti affermano che i jihadisti, locali e stranieri, non sono più di 400 ma che sono nascosti tra la popolazione civile.

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