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Nissan Qashqai in prova: il ritorno del crossover

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SPORT UTILITY

Nissan Qashqai in prova: il ritorno del crossover

  • –di Cesare Cappa

Il primo a fregiarsi del termine crossover. Il primo a racchiudere in una sola vettura le qualità di una station wagon unita alla versatilità di un suv. E siccome nulla è per sempre, anche Nissan Qashqai ha deciso di rimettersi in gioco, presentandosi sotto una veste tutta nuova. Sottoveste sarebbe il termine più appropriato, perché sotto la carrozzeria si cela il nuovo pianale modulare Cmf. Un debutto in società in grande stile e, come ci insegna la storia, non si cresce solo sotto il profilo tecnologico, ma pure banalmente sotto quello dimensionale. La vettura è infatti più larga di 20 mm e più lunga di 49, mentre cede qualcosa in termini di altezza. Scelte stilistiche, ovviamente. Ora si punta alla dinamicità d'insieme, più tesa e decisa che in passato, chiaro segno della consapevolezza maturata da Qashqai. I led non potevano mancare, determinanti per classificare il nuovo che avanza. Cambia, di molto, pure la vita di bordo. Più spazio per i passeggeri, che sono "solo" cinque, mentre il bagagliaio non ha fatto il "classico" balzo in avanti. Quando la seconda fila di sedili è in posizione, la quota raggiunta da Nissan Qashqai è intorno ai 430 litri. Un dato su cui si sarebbe potuto lavorare meglio. Nel compenso l'aria nuova che si respira in abitacolo, mira decisamente ad esaltare l'aspetto più hi-tech del crossover giapponese. L'infotainment, noto come NissanConnect, espleta le sue funzioni attraverso uno schermo touchscreen da 7 pollici. Diverse le applicazioni disponibili, sempre più connesse con il mondo esterno, capaci di trarre d'impaccio l'automobilista in viaggio, suggerendo alberghi e ristoranti oppure luoghi d'interesse pubblico. Cose già viste, ma nuove per Qashqai. L'interfaccia uomo-macchina si palesa attraverso una serie di tasti, tra plancia e volante, che tende all'empireo. L'apprendistato è d'obbligo.

La meccanica del crossover nipponico non è altrettanto "rivoluzionaria". Aggiornata secondo nuovi standard di efficienza e costi d'esercizio, sfrutta appieno l'esperienza di casa Renault, l'altra metà della nota Alleanza. Un motore benzina sovralimentato e due turbodiesel saranno al momento il corredo di presentazione di Qashqai. A settembre in arrivo una nuova unità a benzina, sempre sovralimentata. Il piccolo della gamma è un quattro cilindri di 1,2 litri di cubatura, siglato per l'occasione come 1.2 Dig-T. Potenza di 115 cv e consumo medio dichiarato di 5,6 l/100 km. Quando si passa ai propulsori a gasolio, il primo della lista è il noto 1.5 dCi da 110 cv. Il dato omologato si attesta intorno ai 3,8 l/100 km, mentre le emissioni di CO2 sono pari a 99 g/km. La voce grossa spetta infine al 1.6 dCi da 130 cv. Questo propulsore è l'unico disponibile anche con la trazione integrale All Mode 4x4-i. Altrimenti quella anteriore vale per tutti. Lo stesso dicasi per i cambi, tutti manuali a sei marce. L'alternativa automatica spetta nuovamente al 1.6 dCi e si chiama Xtronic. Una trasmissione di tipo a variazione continua, riservata però al modello a trazione anteriore.

Ma Nissan Qashqai si evolve soprattutto quando il "tema" verte sulla sicurezza. Nuovi dispositivi di assistenza alla guida fanno capolino sulla variante "2.0" del crossover nipponico. Anche in questo caso non si tratta di novità in senso assoluto, se si considera l'intero mondo automotive. Il pacchetto denominato appunto Safety Pack, comprende il cosiddetto Safety Shield. Si tratta in poche parole di un complesso di sistemi, tra cui il rilevamento della segnaletica stradale, l'avviso di cambio di corsia involontario, i fari abbaglianti automatici e il dispositivo di frenata di emergenza. Il prezzo al pubblico sull'allestimento intermedio è di 600 euro.

Su strada, Nissan Qashqai mette subito in luce quanto lavoro sia stato fatto per esaltare il comfort di marcia. Obbiettivo raggiunto e rumorosità ai minimi termini. I modelli 2wd si distinguono da quello 4wd per una differente architettura dell'asse posteriore, che in quest'ultimo caso preferisce lo schema multilink. Diversità che non intaccano la tenuta di strada, perché Qashqai è sempre composto e preciso, nonostante il baricentro alto e la taratura turistica del comparto sospensioni. Merito anche dei sistemi di sicurezza che "imbrigliano" a dovere eventuali "sbavature". Lo sterzo, servoassistito elettricamente, rimane duro indipendentemente dalla taratura opzionata (Normale e Sport). Non vanta una precisione da sportiva, ma tant'è, ci troviamo pur sempre a bordo di un crossover. Il 1.2 Dig-T non ha alcun timore riverenziale nei confronti della massa di Qashqai. I 190 Nm di coppia motrice sono più che sufficienti per i centri urbani, un po' sottodimensionati quando la strada comincia a salire. Si comincia quindi a lavorare di cambio per limitare gli sforzi. Il 1.5 dCi, il motore di punta sul nostro mercato, è certamente la scelta più azzeccata. Quello che meglio sposa le caratteristiche tecniche della vettura in prova. Sale di giri con una certa disinvoltura e si lascia guidare con un filo di gas. E poi sembrerebbe "realmente" poco assetato. E comunque ciò che conta alla fine, è che il buon padre di famiglia sia soddisfatto e con Qashqai non dovrebbe aver alcun problema.

E a proposito di mercato, Nissan Qashqai sarà pronto alla sfida a partire dal mese di febbraio. Tre allestimenti: Visia, Acenta e Tekna. Si parte da 19.990 euro per la piccola 1.2 Dig-T Visia e si sale sino ai 31.890 euro della più ricca e prestante 1.6 dCi 4wd Tekna. Durante la fase di lancio sarà pure disponibile anche una versione speciale di Qashqai. Saranno solo 2007 esemplari le Premier Limited Edition (solo 1.6 dCi 4wd), vendute ad un prezzo di 32.970 euro.

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