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Dossier Dalle ammiraglie alle compatte: così Volvo sfida ancora le tedesche

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Dossier | N. 69 articoliAuto, tutte le novità dell'estate

Dalle ammiraglie alle compatte: così Volvo sfida ancora le tedesche

La Volvo S90
La Volvo S90

Volvo ha appena lanciato le due nuove top di gamma. la berlina s90 e la wagon V90. Due vetture taglia XL che puntano a rilanciare la sfida della marca svedese alle tedesche di alto lignaggio, tuttavia la casa di Göteborg non dimentica le vetture compatte e sulla sua agenda prossimi appuntamenti sono alle lettere Cma, una sigla che sta per Compact Modular Platform, la nuova piattaforma che farà da base ad almeno 3 nuovi modelli dando impulso al rinnovamento della gamma che sarà completato entro 4 anni secondo il piano di investimenti da 11 miliardi di dollari messo a disposizione dalla Geely, il costruttore cinese che dal 2010 controlla la casa svedese.

La Cma segnerà un’altra tappa fondamentale nel cammino di allontanamento dall’eredità Ford, in attesa che anche la Serie 60 si rinnovi completamente sfruttando però la Spa (Scalable Product Architecture), la stessa utilizzata per la XC90, la S90 e la V90. La Cma sarà invece la sorgente del terzetto della Serie 40 e a dirlo sono le denominazioni dei due concept svelati di recente da Volvo in occasione della presentazione della nuova piattaforma. La 40.1 fa capire chiaramente come sarà la XC40 prevista per il 2017 e la 40.2 prefigura la S40; entrambe propongono uno stile geometrico, solido e i fari con firma luminosa a “martello di Thor” già visti sulle “90”. Il terzo modello si chiamerà ancora V40, ma è ancora da vedere se sarà una hatchback come l’attuale, una station wagon come la precedente V50, una sportiva elegante come la 480 o piuttosto una shooting brake come la P1800. Quel che si sa è che i modelli della Serie 40 saranno prodotti nello stabilimento belga di Ghent e monteranno i nuovi motori E-Drive a 3 cilindri, una novità assoluta per un Volvo: avranno naturalmente il turbo e l’iniezione diretta, la distribuzione bialbero a cinghia con doppio variatore di fase e controalbero di bilanciamento per smorzare rumore e vibrazioni. Presumibilmente, avranno cilindrata di 1,5 litri e una potenza massima di 180 cv che saliranno a 300 cv nel caso siano accoppiati con un motore elettrico incorporato nel nuovo cambio doppia frizione a 7 rapporti, per livelli di emissioni che si attestano intorno ai 100 g/km di CO2.

La Cma è stata progettata sin dall’inizio per ospitare vari stadi di elettrificazione tanto che le versioni ibride e plug-in avranno la batteria agli ioni di litio alloggiata nel tunnel mentre il nuovo modello elettrico, previsto per il 2019, l’avrà posizionata a T occupando parte del pavimento e la zona sottostante il sedile posteriore. Si parla di un’autonomia tra 350 e 500 km, grazie anche al miglior rapporto tra kWh e chilometri percorsi e, con ogni probabilità, il fornitore delle celle sarà LG Chem, lo stesso della delle versioni T8 della serie 90 e della prima V60 plug-in hybrid. Volvo prevede nel medio termine almeno un 10% delle vendite costituito da versioni elettrificate e un milione di unità su strada entro il 2025.

Le compatte svedesi monteranno anche motori a 4 cilindri, così come le Serie 60 potranno avere i 3 cilindri ed entrambi potranno essere costruiti sulle stesse linee di produzione di Skövde e Zhangjiakou. A questo proposito, la nuova gamma media di Volvo uscirà dalle linee di Torslanda, insieme alla 90, e dal 2018 dal nuovo stabilimento che Volvo sta ultimando nella contea di Berkeley, nella Carolina del Sud con un investimento di 500 milioni di dollari e una capacità produttiva di 100mila unità. Ci sono poi gli impianti cinesi di Chengdu e Daqing che consentiranno al costruttore svedese di avere una solida base produttiva in tre Continenti e di supportare una crescita che, nel medio termine, dovrebbe portare dalle storiche 507mila unità del 2015 alle 800mila con una reddittività dell’8%, doppia rispetto ad adesso e vicina a quella dei principali concorrenti premium.

La Cma supporterà la piena connettività cui la Volvo sta lavorando da tempo con calibri come Ericsson, Microsoft e l’alleanza Genivi, ed è studiata per supportare anche la guida autonoma, un campo dove la Volvo è già all’avanguardia con il Pilot Assist II, ma continua a lavorare intensamente con una flotta di 100 vetture in Svezia e altrettante in Cina. L’obiettivo è avere su strada entro il 2020 auto capaci di evitare incidenti gravi o mortali ribadendo lo storico binomio tra Volvo e sicurezza. La Cma è studiata inoltre anche per modelli di dimensioni inferiori, ma per ora non se ne parla. A meno che la Volvo non decida di diventare ancora più grande con auto ancora più piccole.

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