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I misteri delle deleghe al ministro Brancher. Cosa dice il decreto e quella svista svelata da Calderoli

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Questo articolo è stato pubblicato il 28 giugno 2010 alle ore 15:33.

È giallo sulle deleghe al neo ministro senza portafoglio Aldo Brancher. Nel decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale non sono specificati né il nome del dicastero che il neo-ministro dovrà guidare, né le deleghe a lui affidate. Una prassi usuale, che sta registrando tempi di attuazione biblici, soprattutto nella pubblicazione del nome del dicastero.

Indecifrabile su questo fronte anche il comunicato di fine seduta di palazzo Chigi, pubblicato al termine del Consiglio dei ministri del 18 giugno, che ha battezzato Brancher ministro. La vera anomalia sono, però, i tempi giurassici di uscita del decreto che collega il nome di Brancher al ministero senza portafoglio, di solito pubblicato il giorno successivo alla nomina. Probabilmente il ritardo è causato da una "svista" di rilievo nella redazione del testo: «federalismo» al posto di «federalismo amministrativo». Un errore non di poco conto, svelato dal ministro Calderoli. Inoltre non é semplice trovare un equilibrio nel riparto di competenze che hanno diversi punti di contatto anche con altri ministeri, dalle Riforme per il federalismo di Bossi alla Semplificazione normativa di Calderoli, agli Affari regionali del ministro Fitto.

Per capire l'iter dell'affrettata nomina Brancher si parte dal comunicato di fine seduta di Palazzo Chigi. Che recita così: «Il presidente Berlusconi ha annunciato al Consiglio di voler proporre al capo dello Stato la nomina a ministro senza portafoglio dell'onorevole dottor Aldo Brancher, già sottosegretario alla semplificazione normativa». Quindi da braccio destro di Calderoli a ministro senza portafoglio. Come dire senza un reale ministero da organizzare, come ha fatto notare saggiamente il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Poi, sempre da comunicato di Palazzo Chigi, il premier, il sottosegretario Gianni Letta e l'onorevole Brancher si sono recati al Quirinale, «dove il neonominato ministro ha giurato innanzi al Capo dello Stato».

Che Brancher sia stato nominato ministro senza dicastero, dunque, è certo. Che non ci sia niente da organizzare pure. E lo si capisce meglio leggendo il testo del provvedimento di nomina pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 giugno 2010 n. 144, che dice testualmente: «L'on. Aldo Brancher, deputato al Parlamento, è nominato ministro senza portafoglio e cessa dalla carica di sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri». E poi? Viene solo specificato che il provvedimento sarà comunicato alla Corte dei conti per la registrazione.

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Tags Correlati: Aldo Brancher | Bossi | Corte dei Conti | Dipartimento per l'Attuazione del programma di Governo | Gianfranco Rotondi | Gianni Letta | Giorgio Napolitano | Ministero per gli Affari Regionali | Normativa | Roberto Calderoli

 

Restano nell'ombra le sue deleghe. Serve, infatti, un successivo decreto per l'affidamento delle deleghe, come previsto dal comma 1 dell'articolo 9 della legge 400/1988, che disciplina l'attività di governo e la struttura della presidenza del Consiglio dei ministri, che incardina tutti i ministeri senza portafoglio. Per esempio, prendiamo il caso del ministro all'Attuazione del programma di Governo, Gianfranco Rotondi, nominato ministro senza portafoglio con Dpr del 7 maggio 2008. L'8 maggio, poi, un Dpcm ha conferito a lui l'incarico di ministro per l'Attuazione del programma. Il 13 giugno sono state specificate, sempre con Dpcm, le sue deleghe.

Nel caso Brancher il vero e anomalo ritardo è in realtà legato al decreto che specifica il nome del dicastero. Dovuto a un errore di scrittura. Ipotesi confermata da una frase del ministro leghista per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. «Qualcuno - ha dichiarato dalle colonne del Corriere della Sera - ha commesso un errore. Non credo in malafede, ma la delega decisa era sul federalismo amministrativo ex articolo 118» della Costituzione. Ma «omettendo, per ignoranza, l'ultima parola, è sembrato che parte delle deleghe siano state sottratte a Bossi e non al ministro Fitto». Quindi, probabilmente, il forte ritardo nella pubblicazione del decreto sul nome del dicastero é legato alla riscrittura del decreto. Tempi lunghi per riparare al grossolano errore. In genere il nome del ministero senza portafoglio arriva il giorno successivo alla nomina, mentre la specifica delle deleghe nel giro di 40 giorni dalla nomina.

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