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Norme e Tributi Fisco

Il patto si sdoppia Le spese correnti finiscono sotto tiro

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Questo articolo è stato pubblicato il 02 ottobre 2010 alle ore 08:05.


MILANO
Il patto di stabilità che deve governare i conti di comuni e province per il 2011/2013 prova a sdoppiarsi.
I tavoli ministeriali chiamati a riscrivere le regole di finanza pubblica stanno lavorando per assegnare a ogni ente locale un doppio obiettivo. Il primo, uguale per tutti, imporrà di chiudere i bilanci a saldo zero; il resto del contributo alla manovra dovrebbe invece essere redistribuito in modo proporzionale alla spesa corrente di ogni amministrazione, a cui sarà assegnato un obiettivo specifico. Questo secondo target dovrebbe poi "sterilizzare" il taglio ai trasferimenti previsto dalla manovra correttiva, che sarà anch'esso redistribuito fra tutti.
Sono queste le indicazioni principali che emergono dagli uffici tecnici del governo, dove è in corso il confronto con i comuni.
I dettagli sono ancora da costruire (una nuova riunione con gli esponenti delle amministrazioni locali è in programma per lunedì), ma l'architettura sembra accogliere alcuni dei punti che i comuni propongono da tempo.
Sul nodo chiave, cioè l'entità complessiva della manovra chiesta a sindaci e presidenti di provincia, rimane il «no» dell'Economia, ma sulle modalità per applicare il nuovo capitolo della cura la discussione è aperta. «Lo scopo – spiega Maurizio Delfino, il tecnico dello staff del sottosegretario agli Interni Michelino Davico che sta seguendo da vicino il dossier sul patto di stabilità – è di assicurare che il comparto garantisca il contributo alla manovra evitando che gli enti siano troppo penalizzati, o troppo vincolati alle dinamiche registrate nel passato».
Per ottenere quest'ultimo obiettivo, l'ipotesi in campo è di cambiare drasticamente la base di calcolo, riferendola alla sola spesa corrente del 2006/2008. In questo modo si eviterebbe di penalizzare troppo chi ha investito di più, e sarebbero superati i problemi che hanno tormentato in questi anni chi nel 2007 è stato troppo "fortunato" sulle entrate. Con le regole attuali, che calcolano gli obiettivi di bilancio in base ai dati complessivi del 2008, i tanti comuni che hanno ottenuto in quell'anno entrate non ripetibili si sono infatti trovati ad affrontare obiettivi spesso impossibili senza deroghe ad hoc, perché gonfiati dall'anno di riferimento.

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Tags Correlati: ANCI | Autonomie locali | Maurizio Delfino | Michelino Davico | Ministero dell'Interno |

 

Il lavorio intorno ai meccanismi sempre più "raffinati" del patto di stabilità nasce dal fatto che l'innalzamento del contributo alla manovra, aggravato dal taglio da 1,5 miliardi previsto dalla manovra estiva, imporrebbe a molti comuni target difficilmente raggiungibili. Nasce da qui l'idea, caldeggiata dall'Anci, di chiedere prima di tutto agli enti di raggiungere il saldo zero (magari introducendo premi per chi è in territorio positivo), e di distribuire su tutto il comparto il resto del contributo chiesto dalla manovra.
Questa «aggiunta» sarà più alta per chi ha sostenuto più spese correnti, e su questo aspetto si dovrebbe concentrare la «meritocrazia» del nuovo patto. Un meccanismo redistributivo riguarderà anche i tagli ai trasferimenti, perché se fossero proporzionali agli assegni ricevuti da ogni ente penalizzerebbero soprattutto le amministrazioni del Mezzogiorno.
gianni.trovati@ilsole24ore.com
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