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Questo articolo è stato pubblicato il 04 luglio 2012 alle ore 17:04.

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L'Ivie fa i conti con le imposte estere. Dall'imposta sugli immobili situati oltrefrontiera, i contribuenti possono detrarre i corrispondenti tributi esteri aventi natura patrimoniale. Per i Paesi Ue, è ammessa una ulteriore detrazione per eventuali imposte sul reddito non assorbite dal credito di imposta.

Con la circolare 28/E/2012, l'agenzia delle Entrate ha fatto luce su diverse questioni controverse riguardanti la nuova imposta sugli immobili esteri introdotta dal Dl 201/11. L'Ivie, lo ricordiamo, è dovuta esclusivamente dalle persone fisiche che posseggono terreni e fabbricati all'estero, a titolo di proprietà o di altro diritto reale (il nudo proprietario non deve corrispondere il tributo), nonché in locazione finanziaria. L'imposta, che si estende agli immobili a suo tempo scudati, non colpisce invece i beni posseduti dalle società.

La base imponibile si determina con regole diverse a seconda che si tratti di immobili situati nella Ue (oltre che in Islanda e Norvegia) o al di fuori della Ue. Nel primo caso si utilizza il valore catastale estero, se esistente, come riportato nella tabella allegata alla circolare. Nel secondo caso, come pure per gli immobili ubicati in Francia, Belgio, Irlanda e Malta (paesi dove non esiste un "valore catastale"), si utilizzerà il costo risultante dall'atto di acquisto (per gli immobili costruiti, si prende il costo di costruzione), o, in mancanza il valore di mercato al 31 dicembre di ogni anno d'imposta. In caso di successione o donazione, occorre rifarsi al valore dichiarato ai fini del trasferimento, o, in mancanza al costo sostenuto dal de cuius o dal donante. Per convertire in euro i valori espressi in valuta si deve utilizzare il cambio medio 2011 riportato nel provvedimento dell'Agenzia del 30 gennaio 2012.

Una volta calcolata l'imposta, pari allo 0,76% del valore imponibile, il contribuente può detrarre l'eventuale imposta patrimoniale pagata nell'anno di riferimento (2011) nello stato estero. Per i paesi Ue, la lista dei tributi scomputabili è allegata alla circolare; per gli stati extracomunitari, l'Agenzia richiama, a titolo di esempio, la real property tax statunitense, la impuesto inmobiliario dell'Argentina, l'imposta sulla sostanza delle persone fisiche e l'imposta immobiliare svizzera ed infine, in Russia, la tassa sulla proprietà delle persone fisiche. Non sono invece scomputabili le imposte legate all'utilizzo del bene quale abitazione, poiché esse, ancorché commisurate al valore del fabbricato, non hanno natura patrimoniale, ma piuttosto di contributo per l'utilizzo di servizi forniti da pubbliche amministrazioni. Per gli immobili dell'Unione europea, oltre alle imposte patrimoniali, è possibile scalare le eventuali imposte sul reddito estere limitatamente all'importo per il quale non si per le quali non si è potuto usufruire del credito di imposta in base dell'articolo 165 del Tuir. Eseguito il conteggio, si deve compilare la sezione XVI del quadro RM di Unico ed effettuare il versamento entro lunedì 9 luglio (ovvero entro il 20 agosto con la maggiorazione dello 0,40%). Non sono dovuti acconti ed è consentito rateizzare l'imposta (articolo 20 del Dlgs 241/97). È importante che i contribuenti che applicano l' Ivie verifichino anche la corretta compilazione del quadro RW. La circolare ricorda che, anche in assenza di imposta da versare (per effetto della franchigia di 200 euro), il costo dell'immobile deve sempre essere riportato ai fini del monitoraggio. L'importo del quadro RW potrà però differire da quello del quadro RM qualora l'imponibile Ivie si basa su importi diversi dal costo originariamente sostenuto, rendendosi in tal caso opportuno mantenere agli atti un prospetto di raccordo da fornire in occasione di eventuali controlli.

Approfondimenti dalle banche dati del Sole 24 ORE

Legge

Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 , n. 917
Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1986, n. 302 - Supplemento Ordinario


Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi.

TITOLO III Disposizioni comuni - CAPO II Disposizioni relative ai redditi prodotti all'estero ed ai rapporti internazionali


Decreto legislativo 9 luglio 1997 , n. 241
Gazzetta Ufficiale 28 luglio 1997, n. 174


Norme di semplificazione degli adempimenti dei contribuenti in sede di dichiarazione dei redditi e dell'imposta sul valore aggiunto, nonché di modernizzazione del sistema di gestione delle dichiarazioni.

Sezione I - Versamento unitario e compensazione Capo III - Disposizioni in materia di riscossione

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