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Calcio, l’invasione di campo del dirigente costa fino a otto mesi di…

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GIUSTIZIA

Calcio, l’invasione di campo del dirigente costa fino a otto mesi di carcere

Rischia fino a 8 mesi di reclusione il dirigente della squadra locale di calcio che invade il campo costringendo l'arbitro ad interrompere il gioco.
Si sa che nulla accende gli animi più di un derby “paesano” in cui ad entrare in campo sono più le questiono di campanile che il gioco. Non è sfuggito alla regola il dirigente di un club che partecipava ad un campionato di seconda categoria.

Il manager alla vista del cartellino rosso alzato dall'arbitro per espellere uno dei suoi giocatori era entrato in campo per mettere in atto una doppia azione di “protesta”: prima insultare e schiaffeggiare il suo omologo della squadra avversaria, colpevole di aver esultato, poi passare all'arbitro per riservagli lo stesso trattamento. La seconda parte del piano era però andata a monte per l'intervento del commissario di gara che lo aveva “placcato”. Un gran parapiglia che aveva indotto l'arbitro ad interrompere il mach. Per il focoso presidente è scattata la condanna a otto mesi di reclusione, con pena sospesa, per l'invasione di campo. Un reato per il quale dal 2001 è previsto anche l'arresto non solo fragranza ma anche dopo il fischio finale. Inutile per il ricorrente contestare la condanna per assenza di una prova che la partita fosse stata interrotta a causa sua. Contro di lui tante testimonianze: almeno metà dello stadio…

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