Norme & Tributi

Dossier Domande & Risposte

  • Abbonati
    Dossier | N. 27 articoliTutto sul decreto fiscale 2017

    Domande & Risposte

    In base a quali criteri viene rideterminato l’equocompenso non equo?
    La legge in proposito rimanda ai parametri stabiliti dai regolamenti ministeriali utilizzati dai giudici nel caso di liquidazione giudiziale. L’individuazione dei parametri è prevista dal Dl 1/2012 che ha abrogato le tariffe professionali regolamentate nel sistema ordinistico. In questi anni sono stati emanati decreti ministeriali che hanno stabilito i parametri per avvocati, consulenti del lavoro, commercialisti, notai, veterinari, farmacisti, psicologi, infermieri eccetera. Non è chiaro come di debba agire per le professioni che al momento non hanno parametri stabiliti con decreto.

    Cosa si intende con il termine professionisti?
    Il decreto fiscale, nell’estendere l’equo compenso - inizialmente introdotto per i soli avvocati e poi esteso in commissione a tutti i professionisti - rimanda all’articolo 1 del Jobs act degli autonomi, e questo fa pensare ad una platea ampia, e quindi non limitata alle prestazioni intellettuali. Alcuni limiti comunque sono chiari: da una parte la norma, per come è scritta, non riguarda solo le professioni ordinistiche; dall’altra sono esclusi dalle regole del Jobs act - e dunque dell’equo compenso - i piccoli imprenditori, che sono tali se aggiungono alla prestazione un’organizzazione di mezzi

    © Riproduzione riservata