
Indipendenza della magistratura tributaria e riforma degli uffici nel segno di un’uniformità amministrativa e gestionale. Il neopresidente del Consiglio della giustizia tributaria (Cpgt) Antonio Leone traccia la rotta dell’attività dei prossimi mesi dell’organo di autogoverno. Nell’intervento al congresso degli avvocati tributaristi dell’Uncat a Milano, Leone ha spiegato che il primo punto dell’azione del nuovo Consiglio di presidenza «riguarderà la necessità di condurre l’organo di autogoverno a una reale indipendenza, sia sostanziale che formale». Ma per arrivarci «è necessario intervenire sullo status giuridico ed economico che va adeguato a quello di altre magistrature speciali».
Un bilancio autonomo
L’altro passaggio chiave per conseguire una vera indipendenza è che «il Consiglio - ha sottolineato Leone - abbia un bilancio autonomo e che si possa avvalere di ruoli organizzativi propri del personale amministrativo anche nelle segreterie delle Commissioni».
Nuovo assetto degli uffici
«Il secondo obiettivo da raggiungere – ha indicato Leone – è quello di riformare l’organizzazione degli uffici tributari
anche attraverso un’uniformità amministrativa e gestionale dell’amministrazione di prima e seconda istanza».
Commissione per rapporti istituzionali e ordini professionali
La parola d’ordine è sinergia. Il lavoro, secondo Leone, va portato avanti «in stretta connessione con i desiderata di tutte
le parti in causa, principalmente con gli ordini professionali». Per questo, una delle prime mosse del Consiglio di presidenza
è stata la creazione di una Commissione permanente per i rapporti istituzionali e gli ordini professionali.
«La giurisdizione tributaria – ha concluso il neo presidente – è composta da oltre 3mila giudici ed è la seconda magistratura per ruoli e contenuti che interessa lo Stato e in modo diffuso i cittadini. È quindi una magistratura a cui va dato rispetto e pari dignità».
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