Il Sole 24 Ore
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11 maggio 2010

In Italia si discute di telefoni, ma in America gli scandali partono dalle email

di Angela Manganaro


«Hillary Clinton e centinaia di diplomatici avranno un attacco di cuore quando scopriranno che l'intero deposito dei documenti riservati è ormai disponibile al pubblico». Il cuore di Hillary, allenato a ben altri dolori, ha retto. L'autore di questa mail, Bradley Manning, 22 anni, analista militare americano, è in prigione. È lui la la gola profonda che a inizio aprile ha passato il video di una strage compiuta per sbaglio dai militari americani in Iraq a Wikileaks, sito specializzato nel rivelare documenti segreti.

Due giorni fa si è saputo che Manning è stato arrestato ad Hammer, base a 40 miglia a est di Baghdad. Un baby esperto di intelligence militare, figlio d'arte, cascato nella trappola più di moda: una mail in cui si vantava della soffiata spedita ad Adrian Lamo, ex hacker che dimentico del suo passato ha capito la gravità della cosa e denunciato Manning alle autorità. Un gioco da ragazzi per chi doveva arrestarlo, che conferma una tendenza: la naturalezza della email, l'incapacità di realizzare che il mezzo di comunicazione più abituale e immediato può portare alla rovina.

Pista prediletta. Negli ultimi anni la mail è stata la pista prediletta dagli investigatori americani. «Chiedere e ottenere un ordine di esibizione delle email è un metodo diffuso, soprattutto quando si indaga su frodi societarie. Le intercettazioni telefoniche sono un'altra cosa: c'è bisogno dell'autorizzazione del tribunale e di molte più persone al lavoro» spiegava Scott Broshears, responsabile Fbi in un'intervista al Sole due anni fa. L'unità sulle frodi immobiliari da lui coordinata aveva da poco concluso l'operazione «Mutuo maligno» (Malicious Mortgage) che aveva portato in prigione 406 persone fra cui due fund manager della banca Bear Stearns, Ralph Cioffi e Matthew Tannin.

Era maggio 2008, la crisi dei mutui subprime era scoppiata e l'amministazione americana voleva dare un segnale a banche e intermediari: basta truffe sui mutui. La lezione non servì: tre mesi dopo, a settembre, crolla Lehman Brothers e Dick Fuld, ceo del colosso la cui bancarotta ha innescato la crisi finanziaria e primo accusato cade anche sulle email: al processo si legge la sua corrispondenza elettronica su una cena con l'allora segretario del Tesoro Henry Paulson: «Lehman ha un'ottima reputazione con il Tesoro, è stato apprezzato il nostro aumento di capitale», scrive Fuld a un collaboratore. «Il governo vuole far fuori i cattivi hedge fund e regolare in modo drastico tutti gli altri». Infine: «Paulson è preoccupato per Merrill Lynch (banca poi acquisita da Bank of America»).

Più recentemente hanno fatto notizia le lettere d'amore raccontate sul Sole del 29 aprile: Fabrice Tourre, vicepresidente di Goldman Sachs, banca accusata di frode dalla Sec (la Consob americana), racconta alla fidanzata le strategie finanziarie e scrive considerazioni come «La fine sta arrivando per i poveri possessori di subprime». La mail tradisce anche i terroristi fatti in casa: ad aprile, il network che voleva uccidere il vignettista svedese Lars Vilks, colpevole di aver disegnato Maometto con la testa di un cane, è stato scoperto grazie alle mail che il capo del gruppo, l'americana Colleen La Rose, soprannominata Jihad Jane, inviava al fidanzato in Egitto.

Complice anche la diffusione di blackbarry e simili, la mail sta lì a raccontare la vita e scoprire le falle. E basta fare un giro sul blog di qualsiasi esperto per scoprire che è molto più facile filtrare e intercettare mail che telefonate. Se ne sono accorti anche gli inquirenti italiani: Flavio Briatore, accusato di evasione fiscale per non aver pagato le tasse sul suo megayacht Force Blue, è stato incastrato da una mail mandata da un suo avvocato. Tutto questo sarà più difficile con il disegno di legge intercettazioni su cui il governo ha posto la fiducia? Il provvedimento parla di telefonate, non esplicitamente di mail. In via interpretativa, la posta elettronica dovrebbe rientrare nelle restrizioni fissate dal ddl: ma le interpretazioni, si sa, sono il sale dei tribunali.


11 maggio 2010