Il Sole 24 Ore
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4 settembre 2010

Berlusconi: la legge elettorale non si cambia. Nella mozione sulla giustizia non ci sarà il processo breve

di Nicoletta Cottone


La legge elettorale va bene così com'é e la sinistra tenta di sovvertire il verdetto elettorale per far governare chi ha perso le elezioni. A dirlo è il premier Silvio Berlusconi in ua audiomessaggio ai Promotori della libertà. Tra le «ossessioni» della sinistra c'è «quella di cambiare una legge elettorale che invece funziona benissimo, e che ha dimostrato di consentire la governabilità del Paese».

Una legge elettorale, continua il Cavaliere, super criticata dalla sinistra, della quale «certo non si può dire che non rispetti il principio basilare della democrazia liberale: e cioè che il popolo sia sovrano. In Italia infatti, grazie a questa legge, è finalmente il popolo che con il suo voto al contrario di quanto succedeva prima, decide chi sarà il Presidente del Consiglio, quali saranno le alleanze di governo e quale sarà il programma che il governo e la maggioranza parlamentare si impegnano a realizzare. A questo principio sacrosanto l`opposizione di sinistra, prigioniera del passato, continua a preferire i vecchi giochi di Palazzo. L`obiettivo fin troppo scoperto è quello di sovvertire il verdetto elettorale e di portare al governo loro stessi, cioè chi ha perso le elezioni».

Nella mozione sulla giustizia «che porteremo all'approvazione del Parlamento prossimamente, non dovrebbe esserci alcun riferimento a questo cosiddetto processo breve». Ma precisa «che dovrebbe essere finalmente un processo per tutti di ragionevole durata e cioé di una durata massima di sei anni e mezzo, molto di più di quello che durano i processi nelle vere democrazie».

Annuncia di aver elaborato le priorità e gli interventi concreti sui quali il Parlamento dovrà pronunciarsi nelle prossime settimane, «a cominciare dai cinque punti programmatici nei quali abbiamo sintetizzato le riforme che sono appunto prioritarie e che intendiamo realizzare entro questa legislatura e cioè: la riforma tributaria, il federalismo fiscale, la sicurezza, l'immigrazione, il rilancio del Sud e la riforma della giustizia».

Alla riaperture delle Camere, dunque, «ci impegneremo affinchè sia votata la fiducia su questi cinque punti e non ci lasceremo distrarre dai giochi di Palazzo che purtroppo sono ancora in corso. Sono convinto che tutti gli eletti nelle liste del Popolo della libertà saranno d'accordo nel procedere in maniera decisa con la politica del fare, con quella politica che ci ha consentito tante importanti realizzazioni nei due anni appena passati, in assoluta coerenza con il programma in base al quale siamo stati votati dagli italiani, in base al quali gli italiani ci hanno dato la responsabilità di governare».

Chiede ai Promotori della libertà di denunciare a elettori e simpatizzanti «questo continuo tentativo eversivo, neanche troppo nascosto anzi ormai scoperto, di ribaltare i risultati elettorali, di ribaltare la democrazia con il soccorso di alcuni magistrati di sinistra".


4 settembre 2010