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Questo articolo è stato pubblicato il 26 gennaio 2011 alle ore 18:56.

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Soldi, sesso e case in cambio degli appalti per i lavori del G8 alla Maddalena. Secondo i pm è questo il patto siglato dall'ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso con l'imprenditore Diego Anemone, figura centrale di quella che gli stessi inquirenti hanno definito «la cricca» degli appalti. La Procura di Perugia ha chiuso così le indagini sui filoni di sua competenza nell'ambito dell'inchiesta sul G8 della Maddalena e sugli appalti per i Grandi eventi.

Nelle 23 pagine dell'avviso di chiusura indagine inviato a una ventina di indagati, i magistrati perugini hanno ricostruito il modo in cui il patto si sarebbe concretizzato e contestato a Bertolaso il reato di corruzione. Accuse che il capo della Protezione civile ha sempre negato, sostenendo di non aver mai preso denaro né, tantomeno, di aver avuto rapporti sessuali con donne messe a disposizione da Anemone. «Sono un servitore dello Stato», ha sempre detto, definendo «infamanti» le accuse.

Per i pm, però, è proprio approfittando della sua qualità di capo dipartimento, che Bertolaso avrebbe compiuto «scelte economicamente svantaggiose per la Pubblica Amministrazione» ricavandone «favori e utilità» di vario genere. I magistrati ne indicano quattro. L'appartamento in via Giulia, a Roma, messo a disposizione dal gennaio 2003 ad aprile 2007 da Diego Anemone che, tramite Angelo Zampolini, pagava un affitto di 1.500 euro al proprietario Raffaele Curi. Quando fu interrogato, Bertolaso disse che quella casa gli fu data da Angelo Silvano, un collaboratore del presidente di Propaganda Fide, il cardinale Crescenzio Sepe, a cui lui si era rivolto in un momento di difficoltà. Per i pm Bertolaso, però, avrebbe avuto anche 50mila euro in contanti, consegnati «brevi manu» dall'imprenditore il 23 settembre del 2008, la possibilità di usufruire in «più circostanze» di «massaggi» presso il Salaria Sport Village e la disponibilità, sempre al centro sportivo alle porte di Roma, di una ragazza brasiliana, Monica, «allo scopo di fornire prestazioni sessuali».

Prestazione che sarebbe avvenuta la sera del 14 dicembre 2008, quando Bertolaso andò al centro sportivo. Quella sera i carabinieri del Ros intercettano una telefonata tra Monica e Regina Profeta, la ragazza (indagata) che secondo l'accusa avrebbe reclutato la giovane brasiliana. «No...tutto sicuro....non fece niente - dice Monica all'amica che gli chiede come è andata - ho fatto un massaggio meraviglioso...lui ha visto le stelle...non c'è niente da raccontarti...guarda...a lui è piaciuto...l'ha adorato».

Tutti favori che avevano, secondo la procura, uno scopo specifico. Perchè Bertolaso, scrivono i pm, «nel compiere atti contrari al proprio ufficio, connessi all'affidamento ed alla gestione degli appalti, illegittimamente favoriva l'imprenditore edile Diego Anemone, interessato all'aggiudicazione degli appalti gestiti dalla struttura di missione». Tre gli appalti contestati, tutti a La Maddalena: la realizzazione «del palazzo della conferenza e area delegati», la costruzione della «residenza dell'Arsenale» e la realizzazione dell' «area stampa e servizi di supporto».

E dunque «il pubblico ufficiale Guido Bertolaso, da solo o in concorso di volta in volta con altri soggetti - affermano i pubblici ministeri - compiva scelte economicamente svantaggiose per la Pubblica Amministrazione e favorevoli al privato». Ed inoltre «illegittimamente operava e consentiva, nella sua posizione di vertice, che i funzionari sottoposti operassero affinchè le imprese facenti capo a Diego Anemone risultassero aggiudicatarie degli appalti» e «consentiva che il costo dell'appalto a carico della Pa aumentasse considerevolmente rispetto a quello del bando, anche mediante l'approvazione di atti aggiuntivi successivi e a fronte di spese incongrue o meramente eccessive, al solo scopo di favorire stabilmente il privato imprenditore appaltatore, agli interessi del quale poneva stabilmente la propria funzione pubblica recependone continuativamente favori ed utilità di vario genere». Che per i magistrati si traducono in soldi e sesso. (Ansa)

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