Il Sole 24 Ore
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7 marzo 2011

La gioia di Nagatomo. Festa con inchino (a Zanetti) dopo il primo gol in nerazzurro


Pare che la prima frase in italiano imparata da Yuto Nagatomo, il giapponese in forza all'Inter e autore ieri del bel gol del 5-2, con cui i nerazzurri hanno sbaragliato il Genoa, sia stata «andiamo a mangiare». Piano piano il calciatore nipponico arrivato dal Cesena sta imparando la lingua ed è già in grado di dire che considera il suo primo gol in nerazzurro «un regalo di Dio». Leonardo gongola. Lui, che ha giocato due stagioni in Giappone e sa parlare la lingua del Sol levante, ha dichiarato dopo la gara che Nagatomo ha già superato le sue aspettative, ma dall'abbraccio del giapponese al suo allenatore dopo il gol si capisce chiaramente come Leo abbia già saputo motivare il neoacquisto.

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Suggestiva e simpatica la scenetta con Zanetti, un inchino in perfetto stile nipponico con il capitano nerazzurro al centro del campo (guarda il video). «Non avevamo preparato quella esultanza ma sapevo che quello in Giappone è una segno di rispetto, ci salutiamo così ogni giorno quando Yuto arriva ad Appiano Gentile», ha spiegato Zanetti. Felice, il terzino nipponico ha dichiarato, quasi per difendersi, ai microfoni di Inter Channel che «il mio ruolo è principalmente difensivo, non dovrei andare a fare gol, ma oggi è stato così, lo ha voluto Dio e lo dedico ai tifosi». I quali sembrano ricambiare con affetto. Se gli obiettivi delle telecamere nipponiche lo seguono ovunque, così come i reporter del Sol Levante che già non lo abbandonavano un minuto quando era sbarcato a Cesena, adesso anche tra i tifosi sembra essere scoppiata la Nagatomo-mania.

Terminata la sfida tra Inter e Genoa, infatti, sono spuntati, fuori da San Siro, diversi capanelli di tifosi, nipponici e non, a farsi fotografare - sorridenti e con le dita a "v", in segno di vittoria - con la maglia numero 55 di Nagatomo. E chi non ne era provvisto, si è messo diligentemente in fila davanti alle bancarelle che vendono le magliette, a maggior ragione dopo l'inchino riservato a Zanetti in campo, subito copiato dai tifosi, specie i più piccoli, fuori dai cancelli dello stadio.


7 marzo 2011