Il Sole 24 Ore
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17 marzo 2011

Cerimonie e polemiche per i 150 anni. Racconto della giornata - Napolitano: il federalismo rafforzi l'unità nazionale

di Nicoletta Cottone e Claudio Tucci


Cerimonie ufficiali per festeggiare il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia, ma anche polemiche, moniti, iniziative. Ecco il racconto degli avvenimenti della giornata.

Ore 19,15 . Maroni: ho apprezzato e applaudito il discorso di Napolitano
«Ho molto apprezzato e applaudito, insieme agli altri ministri della Lega presenti in aula, il discorso del presidente della Repubblica in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia», ha sottolineato in una nota il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. «Nella ricostruzione del Risorgimento il presidente non ha omesso il riferimento alle spinte federaliste che hanno caratterizzato quella fase storica. Di particolare rilievo anche la sottolineatura che il Presidente ha fatto dell'importanza che hanno le autonomie locali nel sistema istituzionale italiano e il principio di sussidiarietà che deve ispirare ogni riforma in senso federalista».

Ore 19,09 - Bersani: dal capo dello Stato energia e fiducia
«Un discorso di grande visione e di straordinario spessore». Così il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ha commentato l'intervento del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla cerimonia alla Camera dei Deputati in occasione del 150mo
dell'Unità d'Italia. «Ci ha richiamati tutti - sostiene Bersani - sia a vedere fino in fondo e con chiarezza le sfide del presente sia ad affrontarle con energia e fiducia. Il discorso del presidente è stato un punto esclamativo su una giornata splendida nella quale tanti cittadini hanno fatto sentire il loro affetto per l'unità del nostro Paese e per le sue radici democratiche e costituzionali».

Ore 18,53 - La Russa: stiamo parlando troppo della Lega
«Stiamo parlando troppo della Lega», ha detto il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, nel corso della registrazione di Porta a Porta, intervenendo sulla polemica in merito all'assenza di gran parte dei parlamentari del Carroccio alle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia. In altre occasioni, ha ricordato La Russa, «come la Giornata dei martiri delle foibe o la Festa delle Forze Armate, non c'è stata questa attenzione a chi c'era o non c'era. Non facciamo diventare questo fatto centrale, oggi deve predominare il sentimento di orgoglio per questa manifestazione».

Ore 18,51 - La Moratti regala ai cittadini la Costituzione
Oltre 15 mila persone si sono riversate a Palazzo Marino, sede del comune di Milano, aperto al pubblico per i 150 anni dell'Unità d'Italia e i visitatori. Entrando nell'ufficio del sindaco, hanno trovato Letizia Moratti intenta a distribuire a tutti una copia della Costituzione repubblicana. La Moratti, dopo aver stretto la mano a ciascuno, ha donato loro la Carta del 1948.

Ore 18,45 - Don Ciotti: 150 anni di uomini e donne che lottano contro la mafia
«I 150 anni dell'Unità d'Italia sono 150 anni di presenze criminali nel nostro Paese, ma anche 150 anni di uomini e donne che lottano contro le mafie», ha detto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti. «L'Unità - ha aggiunto - non possiamo limitarci a celebrarla ma dobbiamo viverla, tradurla nel "noi" che valorizzi le risorse, le culture e i saperi di ogni città e di ogni regione. L'Italia non è divisa ma diseguale, sono le diseguaglianze a creare divisione. Sulle disuguaglianze che ingrassano le mafie, la corruzione e le ingiustizie. La Costituzione - ha proseguito don Ciotti - non parla di Nord e Sud ma parla di un paese saldato e rafforzato dai diritti e dai doveri, un paese dove alcune forme legittime di autonomia non possono significare egoismo e irresponsabilità».

Ore 18,44. Finocchiaro: da Napolitano lezione storica e politica
«Ho ascoltato le parole importanti e nobili pronunciate dal Capo dello Stato. Si è trattato di un discorso storicamente e politicamente molto rigoroso che ha parlato del passato per rivolgersi al futuro del nostro Paese», ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd.

Ore 18,20 - Casini: i fischi al premier? Oggi si parli di applausi
«È una giornata in cui bisogna parlare poco dei fischi e molto degli applausi». Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, glissa sulle contestazioni al premier Silvio Berlusconi, nel giorno in cui si celebrano i 150 anni dell'unità d'Italia. Casini parla, invece, del «grande discorso» del presidente Napolitano, che «ha saputo interpretare bene la voglia di unità e di riscatto nazionale». Oggi, dice, « ci sono due vincitori: il popolo italiano e il capo dello Stato, che ha saputo interpretarlo. Adesso ciascuno, nella posizione in cui siede, deve saper dimostrare quel senso di responsabilità e del dovere che serve all'Italia».

Ore 18,12 - Rutelli: grazie al capo dello Stato è la festa di tutti
«Grazie al discorso così alto del presidente Napolitano questa giornata è a pieno titolo la festa di tutti gli italiani», ha detto il leader di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli, al termine della cerimonia alla Camera dei Deputati per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia.

Ore 18,08 - Di Pietro: da Napolitano discorso di forte unità
«È stato un discorso di forte unità e di chiara identità nazionale e al contempo un richiamo alle forze politiche affinché non disperdano il sacrificio dei nostri padri». Lo ha detto il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, commentando il discorso a Camere riunite del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione dei festeggiamenti per il 150* anniversario dell'unita d'Italia. E ha stigmatizzato il comportamento della Lega. «Io credo che oggi i dirigenti della Lega abbiano sbagliato profondamente - aggiunge Di Pietro - in quanto il loro elettorato é composto da italiani, figli di italiani e nipoti di italiani che hanno contribuito con il loro sangue a costruire l'unità del Paese. Io rispetto quei cittadini che hanno votato la Lega ma credo che oggi questi abbiano potuto constatare che i loro rappresentanti in Parlamento giocano con le istituzioni e con la democrazia».

Ore 18,06 - Alfano: bellissimo discorso del Capo dello Stato
«Napolitano ha fatto un bellissimo discorso, in un giorno di festeggiamenti come questo». Questo il commento del ministro della Giustizia, Angelino Alfano, al termine del discorso del Capo dello Stato per i 150 anni dell'unità d'Italia.

Ore 18,05 - Napolitano: solo cinque leghisti? Non li ho contati
«Solo cinque leghisti in aula? Non li ho contati, chiedete a loro...», ha risposto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ai cronisti che gli chiedono un commento sulla sparuta presenza di leghisti alla Camera, nel giorno dell'anniversario dell'unificazione. Poi il bagno di folla e il giro di piazza Monte Citorio, accompagnato dai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, mentre la gente lo acclamava e inneggiando all'unità d'Italia: «Sono scene confortanti per il Paese», ha commentato Napolitano.

Ore 17.55 - Prodi: il discorso di Napolitano ha dato coraggio
«È stato un discorso bellissimo, ha dato coraggio». Questo il commento l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, all'intervento del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, alla Camera per le celebrazioni dei 150 anni dell'unità d'Italia. »È stato un grande senso della storia, del presente e del futuro - ha aggiunto Prodi - un momento di vera unità nazionale».

Ore 17,46. Bossi: Napolitano è una garanzia
«Napolitano è una garanzia»: hadetto il leader della Lega, Umberto Bossi, lasciando Montecitorio dopo la cerimonia per i 150 anni di unità nazionale. Lasciando l'aula di Montecitorio. Bossi aveva osservato che Napolitano ha fatto «un buon discorso». Quanto all'assenza dei deputati e dei senatori del Carroccio, Bossi ha commentato: «C'eravamo quasi tutti. E comunque chiedete ai capigruppo».

Ore 17,30. Grandi applausi a Napolitano e parlamentari che accennano l'inno nazionale
«Via la Repubblica, via l'Italia unita». Con queste parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha concluso il discorso pronunciato a Montecitorio davanti alle Camere riunite per i 150 anni dell'unità d'Italia. L'intervento di Napolitano è stato salutato al termine da un lungo applausi dei senatori e dei deputati presenti in aula per la seduta congiunta. I parlamentari hanno improvvisato le prime strofe dell'inno nazionale.

Ore 17,26. Applauso bipartisan alla citazioni dei militari all'estero
Un lungo e unanime applauso si è levato nell'aula di Montecitorio quando il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha citato i militari italiani all'estero nel suo discorso per la cerimonia del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. Tutti i presenti, indistintamente, hanno lungamente applaudito.

Ore 17,22 . Lungo applauso quando Napolitano cita il Papa. Anche dei leghisti
Un lungo applauso unanime dall'aula della Camera si è levato quando il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ringraziato papa Benedetto XVI per il suo mesaggio. «Un messaggio - sottolinea Napolitano - che sapientemente richiama il contributo fondamentale del Cristianesimo alla formazione, nei secoli, dell'identità italiana, così come il coinvolgimento di esponenti del mondo cattolico nella costruzione dello Stati unitario, fino all'incancellabile apporto dei cattolici e della loro scuola di pensiero alla elaborazione della Costituzione repubblicana e al loro successivo affermarsi nella vita politica, sociale e civile nazionale». All'applauso si sono uniti anche i membri leghisti del governo, ed è stata la prima volta in cui gli esponenti del Carroccio presenti alla cerimonia hanno applaudito. Bossi però non ha applaudito, ma ha più volte battuto sul tavolo, chiaramente in segno di approvazione.

Ore 17,13. Il federalismo rafforzi le basi dell'unità nazionale
Il federalismo deve rafforzare le basi dell'unità nazionale, non deve avvenire il contrario. Questo il monito lanciato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso pronunciato davanti alle Camere riunite a Montecitorio per i 150 anni dell'Italia unita.

Ore 17,05. Per salvare il paese stop alle irresponsabilità
Per salvare l'Italia basta irresponsabilità. Napolitano durante il suo discorso alla camera, ha rivolto un appello: «la condizione della salvezza comune, del comune progresso» dellIitalia impone a tutti la promozione di «un forte cemento nazionale unitario, non eroso e dissolto da cieche partigianerie, da perdite diffuse del senso del limite e della responsabilità».

Ore 16,54 - Nessun applauso dai ministri leghisti. Il giallo Calderoli
I ministri leghisti Bossi e Maroni e il sottosegretario Viale non si uniscono mai agli applausi che si levano nell'aula di Montecitorio, neanche quando punteggiano alcuni punti dell'intervento del presidente Giorgio Napolitano. Neanche quando gli altri ministri in alcuni passaggi del discorso si spellano le mani. Bossi prende di tanto in tanto in mano una pubblicazione che è stata edita per l'occasione dalla Camera. A poca distanza da lui, sullo stesso tavolo, i ministri Brunetta, Alfano e Vito hanno spiegato due piccole bandiere tricolori. Impassibili, Maroni e il sottosegretario Viale. Infine, c'è il "giallo Calderoli": il ministro per la Semplificazione, che era stato visto all'inizio della cerimonia, non sembra più essere in aula. Più tardi risulterà che essendo tutti occupati i banchi del governo, si era accomodato sugli scranni dei deputati.

Ore 16,50 - Napolitano: grazie a chi celebra con noi
Giorgio Napolitano ha aperto il suo discorso a Montecitorio con un ringraziamento corale «ai tanti che hanno raccolto l'appello a festeggiare e celebrare i 150 anni dell'Italia unita, esprimendo soddisfazione perchè ciò esprime che è stato condiviso lo spirito della ricorrenza». Napolitano ha sottolineato che è «largamente compresa e condivisa la convinzione» che la memoria degli eventi che hanno portato all'Unità d'Italia può risultare «preziosa nella difficile fase che l'Italia sta attraversando». Il capo dello Stato ha invitato a «non lasciarci paralizzare dall'orrore della retorica» e ha osservato che queste memorie «possono risultare preziose per suscitare le risposte collettive di cui c'è più bisogno: orgoglio e fiducia, coscienza critica dei problemi rimasti irrisolti e delle nuove sfide da affrontare, senso della missione e dell'unità». Il capo dello Stato cita Mazzini. «Per Mazzini era indubitabile che una nazione italiana esistesse, e che non vi fossero cinque, quattro, tre italie, ma una Italia». L'unità del nostro Paese, dice Napolitano, deve dire grazie alla dinastia dei Savoia e alla classe politica moderata del Piemonte, impersonata da Cavour.

Ore 16,44 . Schifani: in Napolitano si riconosce tutto il Paese
«A 150 anni dall'Unità d'Italia, il Paese si riconosce nelle parole e nell'esempio del primo cittadino, garante dei valori e dei rapporti costituzionali, rappresentante della Nazione, dei suoi principi, delle sue prospettive di crescita e sviluppo». Con questo omaggio a Giorgio Napolitano è iniziato il discorso del presidente del Senato, Renato Schifani, alla commemorazione solenne del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia. «Signor presidente - ha aggiunto Schifani - l'intera Nazione e i suoi cittadini hanno oggi un'unica voce nel suo messaggio al Parlamento, alle istituzione repubblicane, al popolo italiano».

Ore 16,38 - Fini: festeggiare è un dovere civile pere tutto il paese, dalla vetta d'Italia a Lampedusa
«Vivere e celebrare il 17 marzo oggi come festa nazionale è un dovere civile per tutti gli italiani: dalla vetta d'Italia a Lampedusa». Lo ha detto intervenendo in aula alle celebrazioni per i 150 anni dell'unità il presidente della Camera, Gianfranco Fini. «L'Italia unita e liberata non fu solo il risultato dell'azione politica e militare dei Savoia, ma il frutto di un movimento ideale e politico animato dall'amor di patria». Fini ha ricordato che la nostra democrazia ha radici profonde e ha parlato della bandiera tricolore come simbolo di speranza e di unità.

Ore 17,34 – Lungo applauso all'ingresso di Napolitano
Lungo applauso dell'aula di Montecitorio al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha appena fatto il suo ingresso per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia. Con il Capo dello Stato hanno fatto ingresso i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani ed il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La banda Interforze diretta dal maestro Esposito ha quindi suonato l'inno nazionale.

Ore 16,29 - Napolitano visita la mostra a Montecitorio
Uno sguardo agli atti che raccontano la storia d'Italia, dal primo Parlamento italiano in poi, in mostra nel Transatlantico, prima di dare il via alla cerimonia in Aula a Montecitorio per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Ad illustarli al Presidente Napolitano è stato il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Con loro anche il premier Silvio Berlusconi e il presidente del Senato Renato Schifani. Napolitano si è fermato per qualche minuto ad osservare la Costituzione esposta nel Transatlantico, insieme ad altri documenti come il registro contenente il giuramento dei sovrani d'Italia e la foto della firma della Carta da parte del capo provvisorio dello Stato, Enrico De Nicola.

Ore 16,25 – Ciampi in aula fra gli applausi dell'emiciclo
Il presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha fatto il suo ingresso in aula alla Camera dove sta per iniziare la seduta comune del Parlamento convocata per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. L'ex capo dello Stato è stato accolto da un lungo applauso di tutto l'emiciclo e il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è stato il primo a salutarlo con un abbraccio.

Ore 16,17 – Brambilla: orgogliosa di essere italiana

«Ben consapevole del grande valore simbolico di questa data, festeggio con orgoglio la ricorrenza del 150mo anniversario dell'Unità d'Italia. Ringrazio il presidente della Repubblica per averci ricordato che senza l'unità non saremmo diventati un Paese moderno, non avremmo fatto cose grandi e importanti. Proprio per quanto di grande e importante è stato fatto in questi centocinquant'anni, oggi sento particolarmente l'orgoglio di essere italiana e la responsabilità di servire, come ministro della Repubblica, il mio Paese».

Ore 16,11 – Bersani: o la Lega è coerente, o vada a casa
«Chi giura sulla Costituzione e sulla bandiera o è coerente o va a casa e il presidente del Consiglio deve rendere conto». Lo ha detto, arrivando a Montecitorio per la celebrazione dei 150 anni ell'Unità d'Italia, il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, attaccando il Carroccio sulle defezioni dalle celebrazioni per il 150/mo.

Ore 16,11 - Napolitano arriva a Montecitorio per le celebrazioni in Parlamento
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è giunto a Montecitorio. Ad accoglierlo i presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani. Alle 16,30 inizierà la seduta congiunta dei due rami del Parlamento in occasione dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi è a Montecitorio.

Ore 16,10 - Aula della Camera gremita per celebrare i 150 anni
È già gremita l'aula della Camera a venti minuti dall'inizio della seduta comune del Parlamento convocata per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia: fasce tricolore, sciarpe e piccole bandiere colorano l'emiciclo di Montecitorio dove sono presenti anche i ministri leghisti Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Roberto Maroni. Grande attenzione al look da parte della senatrice del Pdl Laura Bianconi vestita con un tailleur rosso e con una sciarpa tricolore sulle spalle e della senatrice dell'Udc Dorina Bianchi che indossa un tailleur bianco e una sciarpa tricolore al collo. Gremite anche le tribune dell'aula: ci sono l'ex premier Romano Prodi e il vicepresidente del Csm Michele Vietti.

Ore 16,08 - Bossi: Berlusconi contestato? Peggio per lui
Come giudica le contestazioni al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi? «Peggio per lui», è il pronto comemnto del leader della Lega Umberto Bossi, interpellato a Montecitorio. Quanto all'assenza di esponenti del Carroccio ai festeggiamenti per i 150 anni della Repubblica, Bossi ha risposto «Invece ci sono io». Bossi è entrato nell'emiciclo con i ministri Roberto Maroni e Roberto Calderoli. Con loro, in rappresentanza del Carroccio alla cerimonia di Montecitorio, ci sono il sottosegretario all'Interno Michelino Davico e Sebastiano Fogliato, componente della commissione Agricoltura di Montecitorio.

Ore 14,41 - Radio Vaticana: anche i preti hanno fatto l'Unità d'Italia
«Un contributo alle celebrazioni del 150.esimo anniversario dell'Unità d'Italia accendendo i riflettori su un aspetto finora poco noto e poco documentato». Così la Radio Vaticana presenta oggi il saggio «Anche i preti hanno fatto l'Unita d'Italià», scritto da don Santino Spartà. Il volume, frutto di oltre due anni di studio e di ricerche, traccia la mappa della partecipazione attiva dei preti al Risorgimento. Questi sacerdot, ha spiegato l'autore, «erano messi un po' come dietro la lavagna. Quindi, bisognava dare un giusto merito a questi sacerdoti che si sono immolati per l'Unità d'Italia.

Ore 14,21 - Alle ore 16 iniziano i festeggiamenti a Montecitorio
Iniziano alle 16 a Montecitorio i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, salutato da un picchetto d'onore, sarà accolto dai presidenti del Senato e della Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e insieme raggiungeranno la Sala dei ministri dove il capo dello Stato saluterà il premier, Silvio Berlusconi. Prima dell'inizio della seduta comune i presidenti visiteranno la mostra allestita in Transatlantico con i documenti storici relativi al 1961 e al 1848.

Ore 14,09 - Auguri anche da Barack Obama e Jerzy Buzek
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sta ricevendo numerosi messaggi di auguri dall'estero in occasione dei 150 anni d'Italia. Tra gli altri, spiccano il messaggio del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama e quello del presidente del parlamento europeo Jerzy Buzek. «Questo anniversario - ha scritto Obama - richiama quanto la storia degli Stati Uniti sia profondamente legata alle relazioni con l'Italia, dalla scoperta di Cristoforo Colombo all'alleanza della Nato, al comune impegno di oggi per promuovere stabilità e prosperità nel mondo». Ha anche espresso l'auspicio di «un ulteriore rafforzamento dell'amicizia fra Italia e Stati Uniti negli anni a venire», e ha augurato »in questa storica occasione al popolo italiano molta felicità e prosperità».

Ore 13,41 - Anche Google festeggia i 150 anni
Il logo colorato di bianco, rosso e verde con al centro una torta che richiama il tricolore italiano e le candeline che simboleggiano i 150 anni: così Google rende omaggio all'anniversario dell'Unità d'Italia. Cliccando sul logo del motore di ricerca, che spesso viene cambiato per anniversari importanti, si accede anche a una pagina che rimanda alle ricerche in rete, tutte con tema «Italia 150».

Ore 13,29 - Caldoro: i festeggiamenti per il 150esimo? Momenti che uniscono il Paese
«È stata una bellissima giornata. Ci sono momenti come questi che uniscono il Paese». Lo ha detto il presidente della Giunta regionale della Campania, Stefano Caldoro, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia in piazza del Plebiscito per il 150mo anniversario dell'unità d'Italia. «Poi ci sono tante originalità, tanti territori - ha aggiunto Caldoro - che hanno fatto grande l'Italia. E lo hanno fatto con la loro cultura, i loro dialetti, con quello che giusto in uno Stato che ha tante diversità ma la forza di questo Stato è di aver sempre combattuto per difendere la bandiera». Per questo motivo, ha detto Caldoro, «si festeggiano con impegno questi 150 anni».

Ore 13,21 - Cialente, sindaco dell'Aquila: l'Italia è un gran Paese
«Mi rivolgo al presidente della Repubblica per dire che se c'è qualcuno che oggi si sente orgoglioso di essere italiano e che fa gli auguri più cari agli italiani e alle italiane, questo è il popolo aquilano», ha detto il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente. «Noi siamo i testimoni che l'Italia è un grande Paese - ha detto Cialente - e che due anni fa, aiutandoci, ne ha dato prova».

Ore 15,10 - Alemanno: dall'omelia di Bagnasco emerge l'affetto per Roma
«In un giorno di festa per tutti gli italiani e per i romani, le parole del cardinal Bagnasco di stima, affetto ed ammirazione per Roma ci rendono orgogliosi di essere cittadini di questa grande città». Lo ha sottolineato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Il primo cittadino della Capitale ha rivolto al cardinal Bagnasco il «personale ringraziamento per la sua omelia dalla quale traspare l'affetto per il nostro Paese e per Roma capitale».

Ore 12,43 - L'inno di Mameli sullo scoglio di Quarto in ricordo dei garibaldini
A Genova un ricordo e un omaggio alla storia. La città di Giuseppe Mazzini e Goffredo Mameli, ha celebrato i 150 anni dell'Unità d'Italia a cominciare da Quarto, lo scoglio della partenza dei Mille. Questa mattina le note dell'Inno d'Italia hanno fatto da sfondo all'alzabandiera e alla deposizione di una corona di alloro al monumento dei garibaldini. «Le celebrazioni sono iniziate da qui un anno fa con il Capo dello Stato Giorgio Napolitano - ricorda il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando - ed era doveroso ritornarci oggi. Abbracciamo due anniversari, la partenza della spedizione dei Mille (che avvenne il 6 maggio 1860, n.d.r.) e la proclamazione di Vittorio Emanuele II re d'Italia (avvenuta il 17 marzo 1861, n.d.r.), di grande importanza per la storia del Paese».

Ore 12,31 - A Caltagirone un tricolore lungo 150 metri
Un gigantesco tricolore, 150 metri di lunghezza e 4,50 di larghezza, è stato srotolato stamani da 50 persone lungo la scala monumentale di Santa Maria del Monte a Caltagirone (Catania) nel corso delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia organizzate dal Comune. La bandiera record è stata stesa dinanzi a una folla di cittadini.

Ore 12,29 - Barroso: Europa ha bisogno di un'Italia forte e unita
«Un'Europa ha più che mai bisogno di un'Italia forte e unita». lo ha detto il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso in un video messaggio in occasione del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. «Questa data - ha aggiunto Barroso rappresenta non solo un avvenimento cruciale nella storia d'Italia ma anche una conquista per l'intero continente europeo».

Ore 12,28 - Bagnasco: la Patria è una preziosa eredità
«Nè retorica nè nostalgia» nel dire «grazie a Dio» per l'Italia, «ma consapevolezza che la Patria che ci ha generato è una preziosa eredità e insieme una esigente responsabilità», lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco nell'omelia della messa in Santa Maria degli Angeli, a Roma. Parlando davanti alle più alte cariche dello Stato, Bagnasco ha sottolineato anche che dell'Italia che celebra oggi i 150 anni della sua unità «tutti ci sentiamo orgogliosamente figli perchè a lei tutti dobbiamo gran parte della nostra identità umana e religiosa». L'alto prelato ha parlato anche di Roma: «Affetto e ammirazione per Roma, capitale d'Italia, memoria vivente della nostra storia plurimillenaria e provvidenziale sede del Successore di Pietro, centro della cattolicità». In proposito, Bagnasco ha citato le «significative parole» del cardinale Giovanni Battista Montini all'indomani del I centenario dell'Unità: «Il nome di Roma appare nelle intenzioni divine».

Ore 12,24 - Inno di Mameli in 150 stazioni d'Italia
Inno di Mameli diffuso all'unisono in 150 stazioni del territorio nazionale da Torino a Palermo, passando per Roma. Dopo il primo "alzabandiera" di ieri sera a Termini, dove è stata issata una enorme bandiera tricolore, proseguono i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia delle Ferrovie dello Stato. Intanto il treno Frecciarossa Tricolore ha iniziato il suo viaggio attraverso il Paese.

Ore 11,59 - Le massime cariche dello Stato alla messa celebrata dal cardinal Bagnasco
Nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, i presidenti del Senato e della Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, e il premier Silvio Berlusconi, partecipano alla messa per il 150esimo dell'Unità d'Italia promossa dalla Cei . La funzione è celebrata dal cardinal Angelo Bagnasco insieme ai presidenti delle Conferenze Episcopali regionali. Sono presenti anche il presidente della Consulta, Ugo De Siervo, e il vicepresidente del Csm, Michele Vietti. È presente anche Roberto Calderoli, ministro leghista per la Semplificazione. All'arrivo il capo dello Stato è stato applaudito dalla folla e accolto al grido di «Viva l'Italia». Battimano anche per il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ancora contestazioni, invece, per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi accolto da fischi e grida: «dimettiti» e «dimissioni», mentre in chiesa il Cavaliere è stato accolto anche da qualche applauso. Al termine della funzione il premier è uscito dalla Chiesa passando per la sacrestia, mentre le altre autorità hanno lasciato la Basilica dall'ingresso principale.

Ore 11,55 - Amato: riflettano i politici che sognano la Padania
«Se non fossimo stati uniti non saremmo diventati un grande Paese», ha detto ieri Giorgio Napolitano. «Dovrebbero riflettere quei politici italiani, veramente pochi, che pensano il contrario», ha commentato Giuliano Amato, presidente del comitato dei Garanti per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, intervenendo oggi ai microfoni di "Italia Anch'io", maratona tricolore di Radio1 Rai. Per Amato «dovrebbero riflettere su come era l'Italia 150 anni fa, divisa in 8 staterelli. L'80% degli italiani di allora erano analfabeti e molti di questi erano al Nord. Cosa sarebbe successo se fossimo rimasti in quel modo? Se quel disegno di modernizzazione, sebbene solo in parte attuato, con tante lacune ed errori, non fosse diventato almeno un po' realtà? Sarebbe il caso che ce lo chiedessimo, anche nel Nord, dove ancora si coltiva il sogno di una Padania».

Ore 11,50 - Montecitorio "indossa" il tricolore per i 150 anni d'Italia
Montecitorio addobbato a festa per i 150 anni dell'Unità d'Italia: nel cortile è stata allestita un'aiuola di fiori che forma il tricolore con tre cerchi concentrici di vasi con fiori rosso-bianco-verde a circondare la fontana. Bandiere italiane, ma anche quelle dell'Europa, sono invece in Transatlantico nell'attesa della seduta comune del Parlamento di oggi pomeriggio. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, con la spilletta ufficiale del 150esimo all'occhiello della giacca, ha fatto un giro per salutare e ringraziare gli operai che hanno lavorato in questi giorni all'allestimento per l'evento. E alle domande dei cronisti, ha risposto «è tutto molto bello», senza aggiungere altro nè rispondere alle domande sull'assenza della Lega. Risponde, invece, Rosy Bindi (Pd): «La Lega non viene, bello no? È una manifestazione evidente che appartiene a un'altra storia...».

Ore 11,46 - Restaurato il monumento dedicato ad Anita Garibaldi
Cordiale scambio di auguri questa mattina al Gianicolo tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Francesco Rutelli (Api). L'occasione é stato il restauro del monumento ad Anita Garibaldi, realizzato nel 1931 dallo scultore Mario Rutelli, bisnonno del leader di Alleanza per l'italia, accompagnato alla cerimonia dalla moglie Barbara Palombelli. Una duplice occasione di festa al Gianicolo per Rutelli, discendente anche di Paolo Narducci, primo caduto diciannovenne nella difesa della repubblica romana, il cui busto é stato scoperto proprio oggi. I due monumenti, quello di Narducci e quello di Anita Garibaldi - la cui modella fu Graziella, la nonna di Rutelli - sono uno di fronte all'altro.

Ore 11.42 – Le donne sono il nuovo Risorgimento
«Le donne sono il nuovo Risorgimento». Un gruppo di donne del Comitato romano "Se non ora quando" si sono riunite sotto il monumento ad Anita Garibaldi, al Gianicolo, in concomitanza con la visita del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. «Abbiamo messo in scena questo flash-mob perché vogliamo farci sentire ancora - spiega una di loro, Claudia Bella -. Non vogliamo disperdere l'esperienza del 13 febbraio, ma radicarla sul territorio romano per affrontare i tanti problemi di questa città. Nel centocinquantenario dell'Unità d'Italia siamo sempre di più il motore per il futuro del Paese e di Roma».

Ore 11.37 - Gelmini: la scuola ha sconfitto l'analfabetismo
«La scuola ha avuto un ruolo straordinario non solo nel formare gli italiani e la loro identità nazionale, ma anche nello sconfiggere l'analfabetismo», ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il ministro ha ricordato come nel 1861 l'Italia registrava un tasso di analfabetismo tra i più alti d'Europa, intorno al 78 per cento. «Ma grazie al lavoro dei tanti maestri e delle tantissime maestre é stato possibile dare una lingua unitaria al paese e sconfiggere l'analfabetismo». E parlando di programmi scolastici, ha aggiunto: «In occasione della riforma delle scuole superiori abbiamo rivisto anche i programmi di storia, perché riteniamo che lo studio della storia sia fondamentale».

Ore 11,26 - Berlusconi: «vado avanti, non lascio il paese ai comunisti»
«Vado avanti. Non lascio il paese ai comunisti». Con questa battuta il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha scherzato, stamane, con un gruppo di persone che lo ha applaudito al suo arrivo alla cerimonia per i 150 anni dell'Unità d'Italia all'Altare della patria. «Resto per difendermi», ha detto il premier.

Ore 10,19 - Al Gianicolo cori contro Berlusconi e La Russa
«Dimettiti, dimettiti»: questo il coro che un centinaio di persone, assiepato dietro le transenne, ha riservato al premier Berlusconi, al museo della Repubblica romana, al Gianicolo. Ci sono fischi, anche se qualcuno urla al premier per incoraggiarlo: «resisti, resisti». Pochi minuti dopo, all'arrivo del presidente della Repubblica, Napolitano, sono partiti invece applausi. All'uscita dal museo in Porta San Pancrazio dura contestazione contro il ministro della Difesa, Ignazio La Russa: fischi e richiesta di dimissioni. Molte persone hanno invece tentato di stringere la mano al Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.. Una signora, professoressa di storia, é riuscita a donargli una confezione di confetti tricolore. A chi augura al capo dello Stato di poter «campare 150 anni», Napolitano risponde scherzando: «Anche qualcosa di meno...».

Ore 10,12 - Ventuno salve di cannone al Gianicolo
Ventuno colpi a salve sparati dai cannoni, bagno di folla e applausi per l'arrivo del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano al belvedere del Gianicolo, dove è stata scoperta una targa della Costituzione. Il Capo dello Stato è stato accompagnato dai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e dai rappresentanti delle amministrazioni locali. Sventolano molte bandiere tricolore. Napolitano ha salutato molti ragazzi che indossavano magliette tricolore o che stavano coprendosi con la bandiera dell'Italia dalla pioggia che è iniziata a scendere, lungo il tragitto verso la statua dedicata a Garibaldi al centro del belvedere del Gianicolo. Cortesia istituzionale da parte del premier, Silvio Berlusconi, che ai cronisti che gli chiedevano un commento sulla festa dell'unità d'Italia ha risposto: «oggi non rilascio dichiarazioni, lasciamole fare al presidente Napolitano».

Ore 9,50 - Applausi per Napolitano al Pantheon
Dopo la prima tappa al Milite ignoto, il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, accompagnato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, dai presidenti delle Camere, Schifani e Fini, e dal presidente del Consiglio, Berlusconi, è giunto al Pantheon, dove ha reso omaggio alla tomba di Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia. Anche qui il Capo dello Stato, come già era accaduto a Piazza Venezia, all'uscita dal mausoleo, è stato accolto da molti applausi e grida di «viva l'Italia».

Ore 9,45 - Manifesto di contestazione al Pantheon
Fuori programma al Pantheon, durante le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell'Unità d'italia. Subito dopo l'ingresso delle autorità, da un balcone di piazza della Rotonda é stato infatti issato un grosso manifesto con la scritta «io non festeggio genocidi, la vita é bella», fatto togliere, un po' bruscamente, da un uomo della sicurezza dopo pochi minuti. Poco prima dell'arrivo del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, invece, un solitario contestatore ha fischiato l'ex erede al trono Vittorio Emanuele.

Ore 9,15 - Le Frecce tricolori sorvolano l'Altare della Patria
Il cielo della Capitale si é colorato del tricolore più lungo del mondo. Sopra l'Altare della patria, infatti, sono passate le Frecce tricolori, la pattuglia acrobatica nazionale dell'Aeronautica militare. Le frecce sono decollate dall'aeroporto di Pratica di mare e hanno sorvolato piazza Venezia in concomitanza della deposizione della corona di alloro al sacello del Milite ignoto da parte del presidente della Repubblica Napolitano.

Ore 9 - Napolitano depone una corona al monumento del Milite ignoto
Accolto dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è giunto alle 9 all'Altare della Patria, a Roma, per l'avvio alla cerimonie ufficiali per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. Presenti le massime cariche dello Stato: i presidenti di Senato e Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Dopo l'alzabandiera e l'esecuzione dell'inno d'Italia, Napolitano e La Russa hanno passato in rassegna le forze armate. Infine, il saluto alle alte cariche dello Stato. Il capo dello Stato ha deposto una corona di fiori ai piedi del monumento al Milite ignoto.


17 marzo 2011