Il Sole 24 Ore
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29 marzo 2011

A Lampedusa digiuna un immigrato su tre. Gli abitanti occupano il municipio. Rischio emergenza sanitaria


Non c'è spazio, le condizioni igieniche sono precarie, e ora a Lampedusa c'è anche il problema della scarsità del cibo per gli immigrati: Lampedusa accoglienza, la società che per contratto gestisce l'arrivo dei migranti nell'isola, distribuisce 4.200 pasti al giorno. Al momento ci sono 6.200 immigrati, dunque 2.000 persone non mangiano. A denunciarlo in conferenza stampa è stato il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis.

Questa mattina per l'esasperazione alcuni abitanti avevano occupato l'aula del consiglio comunale e hanno affisso striscioni di contestazione al governo, chiedendo il trasferimento in altri posti dei 5 mila migranti presenti nell'isola: «Non è razzismo, ma sopravvivenza», c'è scritto in un grande manifesto sopra la tribuna del consiglio comunale. In un altro si legge «State distruggendo il nostro futuro», mentre in uno striscione all'ingresso del municipio è disegnato un barcone con la scritta: «Governo» e poi «Arriverà???». Secondo il coordinatore dell'ufficio della Regione sull'isola, Gianmaria Sparma, se domani non arriveranno le navi promesse dal governo, c'è un serio rischio per la tenuta dell'ordine pubblico.

Intanto, l'ultimo conteggio degli immigrati è, come si diceva, di circa 6.200, di cui 1.500 ancora ospitati nel centro di prima accoglienza di contrada Imbriacola, 450 nella ex base Loran, 420 nelle strutture messe a disposizione dalla Chiesa e il resto, circa 4.000 mila, nella stazione marittima. Per oggi sono stati confermati tre voli che dovrebbero permettere il trasferimento in altre strutture di accoglienza di 350 persone.

Il ministro Fazio: «Situazione sanitaria realmente preccupante»
Il problema più grave resta la situazione igienico-sanitaria sull'isola: oggi il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, l'ha definita «realmente preoccupante», aggiungendo che risentirà gli ispettori per fare il punto della situazione e che un momento importante per discutere di questi problemi ci sarà il 13 aprile, quando a Roma si svolgerà un vertice internazionale sull'immigrazione a cui parteciperanno l'Oms, la Commissione europea e i ministri della salute dei paesi coinvolti.

A dire che «è necessario svuotare Lampedusa immediatamente, trasferendo gli immigrati presenti, o la situazione sanitaria sull'isola, a brevissimo, potrebbe non essere più sotto controllo» è il responsabile scientifico della sede siciliana dell'Istituto per la salute delle popolazioni migranti (Inmp), Tullio Prestileo, uno degli ispettori giunti ieri sera a Lampedusa per un monitoraggio della situazione nell'isola. Prestileo, incaricato dall'assessore alla Sanità della Regione Sicilia, ha affermato che a Lampedusa si sta determinando in queste ore una «situazione complessa, con un equilibrio precario». Al momento, ha aggiunto l'ispettore Inmp, «non ci sono segni di epidemie, ma se non si procede a "svuotare" l'isola immediatamente, la situazione sanitaria potrebbe a breve non essere più sotto controllo».

Lombardo: «La Giunta della Regione Sicilia convocata in modo permanente»
Il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, ha detto che «la Giunta siciliana è stata convocata in modo permanente fino a quando non si rivolverà l'emergenza immigrazione. La situazione nell'isola è al collasso. Non basta svuotare l'isola se non si corre ai ripari».
Lombardo ha ribadito la richiesta di «posizionare navi da crociera e militari al largo di Lampedusa, per accogliere i migranti e poi smistarli in altri siti». E per domani, in occasione del Consiglio dei ministri, Lombardo ha annunciato che l'intera Giunta sosterà davanti a palazzo Chigi: «Faremo l'inferno per farci sentire».

Lombardo ha anche lanciato la proposta di accogliere i barconi degli immigrati a largo, prima che tocchino la terraferma, giudicando «insufficiente» l'evacuazione di Lampedusa: «Non appena Lampedusa sarà evacuata», sottolinea, «in pochi giorni arriveranno altre migliaia di persone. E allora si capirà che la misura è del tutto inadeguata. Bisognerebbe, invece, accogliere gli immigrati sulle navi della marina o con quelle da trasporto privato. Lì ci sarà modo per identificarli, rifocillarli, curarli e poi smistarli nei centri. Questa operazione si può anche fare in un porto della Sicilia, ma non più a Lampedusa. Noi non siamo più disponibili ad accettare questa situazione». Anche perché, ha aggiunto, la Sicilia ha già speso «2 milioni e 240 mila euro per gestire l'emergenza immigrazione a Lampedusa».

Attese mercoledì pomeriggio le sei navi per evacuare l'isola
A proposito, le operazioni di evacuazione di Lampedusa potrebbero iniziare già nel pomeriggio di domani. Il prefetto di Palermo e Commissario straordinario per l'emergenza, Giuseppe Caruso, ha annunciato che le sei navi saranno disponibili nell'isola nel primo pomeriggio di mercoledì. Alle sei imbarcazioni da trasporto noleggiate a compagnie private si affiancherà la «S. Marco» della Marina Militare, per una capacità complessiva di diecimila persone. Gli extracomunitari saranno poi smistati nelle tendopoli e nei centri di accoglienza sparsi in varie regioni, in attesa di essere rimpatriati come previsto dall'Accordo Italia-Tunisia, spiega il ministero dell'Interno.

Questa mattina, intanto, è attraccata alla marina di Chiapparo a Taranto la motonave «Catania» della Compagnia «Grimaldi» con a bordo 827 immigrati provenienti da Lampedusa. Tra loro vi sono 16 donne di cui 4 in stato di gravidanza. Ad attenderli sul molo ci sono una decina di pullman che li trasferiranno nel giro di un paio di ore alla tendopoli di Manduria dove sono stati allestiti altri posti letto. Si tratta del secondo sbarco di immigrati provenienti da Lampedusa, dal momento che domenica scorsa era giunta la nave militare S.Marco con oltre 500 persone destinate al campo di Manduria.


29 marzo 2011