Il Sole 24 Ore
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11 aprile 2012

Val di Susa, manifestante si ammanetta alla rete per evitare l'esproprio


14,30
Da Ltf che le operazioni di occupazione non sono interrotte nonostante il gesto della Meyer e si stanno concludendo regolarmente.

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Marisa Meyer, 67 anni, la manifestante No Tav che, nel visionare le aree, si è incatenata alle recinzioni, spiega il perché del suo gesto. «Innanzitutto perché il cantiere non doveva comprendere l'area dove c'è la baita - racconta -. In più le lettere di occupazione dei terreni sono state inviate dopo che le aree sono state occupate. Sembrava, questa mattina, di essere a Guantanamo. Ci facevano passare, noi proprietari, dal cancello una alla volta, per riuscire a entrare in quelle che sono terre di nostra proprietà». Il gesto della Meyer ha, di fatto, interrotto poco prima della fine le operazioni di occupazione e acquisizione delle aree. Dall'altra parte della barricata, alcune centinaia di attivisti sostengono il gesto della manifestante, al grido: "Marisa, Marisa" mentre le forze dell'ordine presidiano in tenuta antisommossa.

13,30
Si stanno concludono a Chiomonte le operazioni di acquisizione dei terreni dove dovrà partire il cantiere dl tunnel esplorativo della Torino-Lione. L'ultima proprietaria, che è entrata sui terreni per la fase di constatazione delle aree, Marisa Meyer, che possiede l'appezzamento su cui è stata costruita la baita abusiva simbolo della protesta No Tav, è riuscita però ad ammanettarsi alle reti. Nel frattempo, dall'altra parte delle recinzioni, dove un nutrito gruppo di attivisti protesta da questa mattina, il clima si sta scaldando. L'A32 è bloccata all'altezza della galleria Prapontin.

12,30
Iniziato dal lato di Giaglione un tentativo di sfondare le reti che separano il bosco dai terreni in via di occupazione formale da parte di Ltf. Alcune decine di manifestanti si sono avvicinati alle barriere e tentano un ingresso. Nel frattempo, dal lato opposto del sito della Maddalena, alla centrale elettrica, stanno arrivando i proprietari delle aree che saranno inglobate nel cantiere. In tutto si sono presentati circa la metà degli aventi diritto: molti terreni di Chiomonte sono stati acquistati negli anni dagli stessi rappresentanti del Movimento che si oppone al treno veloce. Alcuni privati, invece, hanno telefonato ieri per avvertire che oggi non si presenteranno.

11,30
Cresce la tensione intorno al cantiere dell'Alta Velocità, in Valsusa.
Vicino alla recinzione del cantiere decine di manifestanti stanno battendo oggetti contro la recinzione, guardati a vista dalle forze dell'ordine, dal lato di Giaglione. Nel frattempo, alla centrale elettrica di Chiomonte si sono presentati meno della metà dei proprietari dei terreni, convocati da Ltf - società appaltatrice dei lavori - per il procedimento di occupazione temporanea dei terreni su cui c'è il cantiere. La maggior parte di loro sono attivisti del movimento che negli anni hanno acquistato le aree.
Al cantiere della Maddalena, salito a piedi per non farsi scortare da Ltf, è arrivato in mattinata anche Alberto Perino, leader dei No Tav. Perino è intervenuto oggi, pur non avendo un proprietà diretta sui terreni occupati, in rappresentanza di Luca Abbà, l'attivista che il 27 febbraio scorso è caduto da un traliccio elettrico a Giaglione ed è rimasto folgorato nel tentativo di opporsi alle operazioni di allargamento del cantiere.
I due ettari che vengono acquisiti e che si aggiungono ai terreni di Sitaf – la società che gestisce l'autostrada Torino-Bardonecchia - sono già stati recintati dalla Prefettura un mese e mezzo fa, anche se solo oggi sarà formalmente perfezionata "l'immissione in possesso". «Oggi viene messa una toppa a una procedura illegale - ha commentato Perino -. La constatazione dei terreni avrebbe dovuto essere fatta – aggiunge - prima di entrare, recintare e spaccare tutto».
Se l'occupazione sarà temporanea, come dicono, commenta Perino, e non un esproprio, «allora vuol dire che non vogliono realizzare l'opera, visto che si parla del tunnel di Chiomonte cone futuro tunnel di servizio della Torino-Lione». «Oggi sarà una giornata di lotta – ha concluso - devono mettersi in testa che se faranno la Torino-Lione noi per 30, 40, 50 anni saremo qui a protestare».

Ore 10
Un gruppo di manifestanti No Tav ha bloccato l'autostrada A32 Torino Bardonecchia all'altezza dello svincolo di Chianocco, in entrambe le direzioni. Oggi sono iniziate a Chiomonte, nel cantiere del tunnel esplorativo della Torino-Lione, le operazioni per la constatazione dello stato dei terreni, che dovranno essere occupati per i prossimi 55 mesi da Ltf, per dare avvio agli scavi. Una sessantina di proprietari, assistiti ciascuno da un proprio legale e un tecnico, stanno entrando a piccoli gruppi dal cancello sulla strada dell'Avanà e raggiungeranno, accolti dallo staff di Ltf, i lotti che dovranno essere visionati, per definire nel dettaglio l'ammontare delle indennità. Insieme ai proprietari ha ottenuto di poter entrare nell'area anche Alberto Perino, leader del Movimento. Dopo la fiaccolata alle recinzioni di questa notte, nel frattempo, gli attivisti no Tav (alcuni dei quali hanno dormito in zona) si stanno radunando intorno all'area di cantiere. Alcuni decine di persone presidiano dal lato della centrale di Chiomonte: altri si stanno dirigendo alle recinzioni di Giaglione, intorno alla baita Clarea.



11 aprile 2012