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Questo articolo è stato pubblicato il 19 agosto 2012 alle ore 18:16.

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CONCLUSIONI
Cari ragazzi, ho cominciato questo discorso parlando della vostra vivacità, delle sfide che vi aspettano, dell'impegno che famiglia e istituzioni devono spendere a vostro favore affinché il percorso che avete davanti sia meno incerto. Soprattutto, ho parlato dei vostri sogni ed è con questi che vorrei concludere.
Anche io ho un sogno e vorrei condividerlo con voi. Ora che, grazie all'impegno del Parlamento, molte riforme sono state completate mentre altre sono già state messe in cantiere, il mio desiderio è che il 2013 sia l'anno degli investimenti in capitale umano. L'anno nel quale tutto il Paese si mobilita per combattere la crisi economica scommettendo sui propri giovani e sulle loro competenze e i loro talenti. L'anno nel quale, nonostante la crisi, le imprese fanno uno sforzo particolare per immettere il maggior numero possibile di giovani lungo il percorso di inserimento lavorativo tracciato dalla riforma del mercato del lavoro.
Per ripartire, si potrebbe cominciare da qui. Da un investimento straordinario in capitale umano al quale concorrano tutte le forze del Paese e soprattutto le imprese. Perché se lo Stato da solo non può risolvere ogni problema, ciò non significa che non possano riuscirci gli italiani – soprattutto quelli più giovani – se sapremo affrontare uniti i problemi che abbiamo di fronte. Cominciando da quello della disoccupazione giovanile.
Vedete, la società, la vostra società, ha delle straordinarie potenzialità; la nostra economia, pur con tante difficoltà, rappresenta ancora la seconda manifattura d'Europa e l'Europa, oltre a essere la prima economia del mondo, è anche uno straordinario progetto politico che può garantire a tutti noi una solida prospettiva e una grandiosa opportunità. Siete voi, la vostra generazione "globale", che può migliorare e arricchire il progetto di un'Europa unita. Come disse De Gasperi 60 anni fa, è in voi giovani che va fatto nascere, e poi continuamente rinnovato, l'ideale – o "la fiaccola", come disse lui – dell'avvenire dell'Europa
Dobbiamo essere all'altezza delle sfide che abbiamo davanti. Agli egoismi di parte dobbiamo far prevalere l'altruismo di ciascuno. Ed è questa, in conclusione, la miglior risposta a quanti mi chiedono che cosa stiamo facendo per i giovani. Stiamo combattendo per consegnare loro un'Italia più forte ed affidabile in un'Europa più unita e solidale nella quale i giovani di buona volontà possano guardare al futuro con serenità.
Anni fa, quando venni qui da Commissario europeo, parlai di "sciopero generazionale", invitando i giovani di allora a intraprendere una protesta forte, un percorso di rottura, per avviare cambiamenti radicali di cui il Paese aveva bisogno. Lo scorso anno il Presidente Napolitano vi ha ricordato di essere una risorsa preziosa per il Paese, a condizione "che siate sempre voi stessi".
Ecco, credo sia questa la sintesi più efficace, quella tra la consapevolezza di voi stessi e l'impegno civico e sociale. È questa la strada giusta. La vostra caparbietà, il vostro impegno – ancora una volta: i vostri sogni – e il contributo che il Governo sta dando sono gli ingredienti giusti per rendere il futuro meno incerto. Un futuro nel quale, e del quale, sarete voi i protagonisti.

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