Il Sole 24 Ore
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Renzi ancora all'attacco: «Veltroni? Scriva romanzi»

Emilia Patta



ROMA
L'appello del leader del Pd Pier Luigi Bersani a deporre le armi non ha fatto molta breccia nel partito. L'avvicinarsi delle primarie del centro-sinistra, previste per la fine di novembre o l'inizio di dicembre, sembra piuttosto aver accentuato i toni tra i contendenti. L'avversario principale di Bersani, Matteo Renzi, ha rilanciato ieri la sua personale campagna generazionale con un inaspettato attacco a Walter Veltroni. «Direi che Veltroni i successi maggiori, più che come politico, li ha avuti come romanziere – ha detto il trentasettenne sindaco di Firenze –. Gli auguro tanti romanzi belli per il futuro». E ancora: «Manderei a casa Veltroni, come tutti quelli che hanno fatto più di 15 anni in Parlamento. Bisogna lasciare spazio ad altre persone».
Un'uscita, quella di Renzi, inaspettata per il primo segretario del Pd e i suoi collaboratori. Veltroni infatti non si è schierato in vista delle primarie, preferendo fin qui mantenere un atteggiamento neutrale. E molti dei "suoi", a cominciare da Pietro Ichino, si sono spinti fino a dare al sindaco di Firenze la propria disponibilità a collaborare. Ed è proprio Ichino il primo a reagire: «Ricordo a Renzi che se lui è oggi sindaco di Firenze e può competere con successo per la leadership del Pd lo deve a una concezione e struttura del partito stesso, imperniata sulle primarie, che dobbiamo interamente al suo fondatore e primo segretario», sottolinea il giuslavorista. Parole «arroganti» e «sgradevoli» anche per Giorgio Tonini, Salvatore Vassallo e Stefano Ceccanti. «In questo modo Renzi complica tutto – dice Ceccanti – e rivela di avere una concezione del Pd solo di discriminazione generazionale». Una concezione che per Walter Verini più che generazionale è «anagrafica»: «Dire andate a casa è una cosa violenta, ed è roba vecchia». Lui, Veltroni, preferisce non replicare ufficialmente. Ma ai suoi collaboratori ribadisce il suo pensiero: «Io non rispondo per non alimentare questo clima così folle che rischia di danneggiare il partito in un momento in cui si ha l'opportunità di parlare al Paese». Da parte sua, Renzi in serata cerca di spersonalizzare il confronto prendendosela anche con Massimo D'Alema («non credo porti sfiga, semplicemente le sue occasioni per cambiare l'Italia le ha già avute, ora passi la mano») e facendone una questione di regole: «Vedo un'eccessiva suscettibilità e sensibilità. Se vale il principio dei tre mandati, deve valere anche per Veltroni e non solo per D'Alema. Invito tutti ad essere meno permalosi e guardare più alla sostanza delle cose».
Anche il terzo (fin qui) partecipante alle primarie del centro-sinistra fa sentire la sua voce. «Batterò Bersani – è il pronostico di Nichi Vendola –. Io ho sempre perso tutte le primarie nei sondaggi e ho vinto sempre tutte le primarie nel voto reale». A inquietare di più il Pd, tuttavia, non è il vendoliano grido di battaglia per le primarie quanto il fatto che il leader di Sel oggi presenterà in Cassazione – assieme all'Idv – il quesito per ripristinare l'articolo 18 nella sua versione originale, prima della riforma Fornero. Un assaggio di quanto sarà complicata, in caso di vittoria alle politiche, l'alleanza a sinistra.
Nell'entourage di Bersani, intanto, si valuta con soddisfazione il sondaggio Demos di Repubblica che lo dà in netto vantaggio: il segretario otterrebbe il 43,5% dei consensi, Renzi di fermerebbe al 27,7% e il leader di Sel Nichi Vendola al 21,6%. Sempre che i competitori principali resteranno questi tre. La presidente del Pd Rosy Bindi starebbe infatti pensando di candidarsi, suscitando una certa irritazione a Largo del Nazareno. E una contro-candidatura a Renzi è valutata tra gli ex compagni di rottamazione del sindaco di Firenze come Pippo Civati. Che intanto lancia la sua sfida proponendo sei referendum piuttosto insidiosi da tenere insieme alle primarie. Riforma fiscale diritti gay e reddito minimo, ma soprattutto di alleanze: volete voi – chiede in sostanza il quesito anti-Udc – l'alleanza con chi ha sostenuto i precedenti governi Berluscon? Il count down verso le primarie è cominciato. Ai primi di ottobre verranno stabilite le regole. A cominciare dal doppio turno, sempre più probabile visto l'affollarsi di possibili candidati.
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