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Questo articolo è stato pubblicato il 23 ottobre 2012 alle ore 12:58.

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L'Italia è solo al 27° posto nel ranking internazionale della competitività sostenibile, condotto da RGA - società di consulenza che propone idee e realizza soluzioni in tema di ambiente, sicurezza e responsabilità sociale – e presentato al SAP Sustainability Forum.

Il report mette a confronto le risposte di più di 50 aziende italiane con gli indicatori del World Economic Forum, creando un nuovo indice di competitività sostenibile in grado di esprimere la competitività di 40 Paesi in relazione alle tematiche della sostenibilità.

Nella classifica dell'indice svettano Svizzera e Singapore, seguiti da Finlandia, Svezia e Paesi Bassi. Deludente invece la performance tricolore: come evidenziato da Carlo Cici, partner di RGA, «nonostante l'Italia abbia un Pil tra i primi 10 Paesi oggetto di analisi, conquista un poco lusinghiero 27° posto nel ranking , riconfermando le difficoltà delle nostre aziende nell'integrazione della sostenibilità all'interno dei loro modelli di business, a differenza di quanto accade ai competitor stranieri».

Considerando i 17 indicatori su cui si basa l'indice, i fattori critici per la competitività responsabile del nostro Paese sono:
1. Accountability e trasparenza dei consigli di amministrazione, che vedono l'Italia al penultimo posto prima dell'Egitto, e al 134° sui 144 Paesi considerati dal WEF;
2. Investimenti nella formazione e sviluppo delle persone nelle aziende, per i quali il nostro Paese è ancora penultimo, seguito dall'Egitto, e al 123° posto sui 144 Paesi considerati dal WEF;
3. Meritocrazia nel top management, dove l'Italia si posiziona terzultima prima di Egitto e Bangladesh, e al 113° nella classifica del WEF.

I risultati dello studio rivelano poi che l'approccio delle aziende italiane alla sostenibilità è meno integrato con il core business rispetto a quello delle aziende estere. «In quest'ottica - spiega Cici - è incoraggiante notare che le nostre aziende perseguono con continuità i programmi aziendali per la sostenibilità, riconfermando il loro impegno nella prosecuzione dei progetti già in essere».

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