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Questo articolo è stato pubblicato il 28 maggio 2013 alle ore 06:41.

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A parlare di «accordi» imminenti tra Mosca e Kiev è Eduard Stavytsky, il ministro ucraino dell'Energia, riferendosi all'incontro di domani in Kazakhstan tra Vladimir Putin e Viktor Yanukovich. Ma ad alimentare l'attesa è il fatto che il presidente russo e quello ucraino si sono appena visti, domenica scorsa a Soci, cinque ore di colloquio organizzate all'ultimo momento, e su cui i rispettivi uffici stampa mantengono il massimo riserbo. Fonti vicine alle due amministrazioni e osservatori concordano però sul fatto che si sia parlato di due temi molto vicini, l'ingresso dell'Ucraina come osservatore nell'Unione doganale tra Russia, Kazakhstan e Bielorussia - riuniti appunto da domani ad Astana - e le forniture di gas russo a Kiev, che per salvare il bilancio e con una compagnia energetica, Naftogaz, schiacciata dai debiti ha disperatamente bisogno di ridurre i prezzi. Uno sconto a cui Mosca ha da sempre posto una condizione, l'ingresso nel sistema di trasporto ucraino del gas. Una fonte vicina ai negoziati, citata dal giornale russo Kommersant, dice che le autorità ucraine sarebbero pronte a cedere a Gazprom il controllo sulla rete dei gasdotti. Ad Astana ci si aspettano novità.
Stavytsky è attento a definire «prematura» ogni idea di cessione del sistema, ma intanto il Governo ha sottoposto al Parlamento un progetto di legge sulla privatizzazione o la cessione in leasing del sistema di trasporto del gas. E l'opposizione - Udar, l'Alleanza democratica per le riforme del campione di boxe Vitalij Klitschko - chiede chiarimenti sul meeting di Soci: Yanukovich deve spiegare agli ucraini che cosa ha concordato con Putin. «Siamo preoccupati del fatto che malgrado le autorità ucraine guardino all'Europa, in realtà stanno trascinando il Paese in direzione opposta - è scritto in una dichiarazione del partito -. Invece di soddisfare i requisiti per firmare l'accordo di associazione con la Ue, Yanukovich sta cercando il modo per arrivare a un accordo con l'Unione doganale, cedendo nello stesso tempo il sistema di trasporto del gas». Ma la partecipazione ucraina all'organismo di libero scambio con russi, kazaki e bielorussi, a Bruxelles è considerata incompatibile con il tanto rinviato accordo di associazione. Ad Astana dunque Yanukovich forse chiarirà che direzione ha scelto, tra la Russia e l'Europa.
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