Il Sole 24 Ore
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25 settembre 2013

Grillo cambia idea su Telecom: tre anni fa invocava la vendita a Telefonica, oggi ne chiede il blocco


Corsi e ricorsi. Beppe Grillo si scaglia contro la cessione di Telecom a Telefonica, e invita il governo a «intervenire per bloccare la vendita». Questo il commento del leader del M5S alle ultime sul riassetto Telco. Ma tre anni fa, in un intervento all'assemblea degli azionisti, aveva chiesto l'esatto contrario: vendere l'azienda agli spagnoli. E non lo dicono i detrattori. Lo ha detto lui, dalle pagine del suo blog: «Telecom è morta, per salvare l'occupazione residua va venduta al più presto a Telefonica e la dorsale deve ritornare in mani pubbliche dando ad ogni operatore le stessa possibilità e non a un unico soggetto».

L'intervento, pubblicato con il video del suo discorso il 29 aprile 2010, ricostruisce i «funerali» di Telecom. E conferma che l'ex comico aveva previsto l'operazione finalizzata gli scorsi giorni. A modo suo: Grillo ribadisce due volte l'invito a vendere a Telefonica. Prima, nel virgolettato citato sopra. Poi, a chiusa del post: «Cari Bernabè e Galateri, vendete quello che è rimasto a Telefonica, restituite la dorsale allo Stato e dopo andate a casa, insieme al consiglio di amministrazione, prima del fallimento».

«L'Italia perde un pezzo»

Grillo va a valanga sulla «fine ingloriosa» dell'azienda di telecomunicazioni. E detta la sua strategia per il blocco della cessione: il governo, dice l'ex comico, deve entrare in gioco con «l'acquisto della sua quota, è sufficiente dirottare parte dei miliardi di euro destinati alla Tav in Val di Susa che neppure il governo francese vuole più». Secondo passo, «una commissione di inchiesta parlamentare per accertare le responsabilità e gli eventuali guadagni illeciti».


25 settembre 2013