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Questo articolo è stato pubblicato il 24 dicembre 2013 alle ore 14:03.
L'ultima modifica è del 24 dicembre 2013 alle ore 16:25.

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Il premier Enrico Letta ha inviato a Kinshasa una delegazione di alti funzionari del ministero degli Esteri e dell' ufficio del ministro dell'Integrazione, che già da domani avrà incontri con lo stesso il primo ministro congolese e con le autorità con l'obiettivo di consentire un rapido ritorno in Italia delle famiglie bloccate con i propri figli a seguito della sospesnione temporanea delle adozioni in Congo.

Letta ha avuto oggi un colloquio telefonico con il primo ministro della Repubblica Democratica del Congo, Augustin Matata Ponyo Mapon, al quale ha manifestato «la forte aspettativa di una rapida soluzione, nel rispetto delle normative, della questione delle adozioni, attualmente bloccate in Congo, da parte di numerose famiglie italiane», spiega una nota di Palazzo Chigi.

Matata dal canto suo ha ricordato come tutte le adozioni internazionali siano state temporaneamente sospese in quanto il Governo congolese ha deciso di riesaminare le procedure e di correggere le irregolarità riscontrate in alcuni casi. Con riferimento alle adozioni da parte di famiglie italiane, nel condividere l'auspicio del presidente Letta, il primo ministro congolese «ha assicurato circa la volontà delle autorità di Kinshasa di procedere, con la massima considerazione e nello spirito di amicizia esistente tra i due Paesi, al riesame dei casi, in tempi rapidi e conformemente alle procedure vigenti».

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