Il Sole 24 Ore
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Fisco, al via la super anagrafe dei conti

Maurizio Caprino


Da oggi si comincia davvero. Ieri è scaduta la proroga concessa alle banche e agli altri intermediari finanziari per l'invio all'agenzia delle Entrate dei dati dei conti correnti e degli altri rapporti finanziari intestati ai loro clienti nel 2011. Le informazioni sono confluite nella nuova Anagrafe dei conti correnti e dei movimenti finanziari, che servirà a individuare i contribuenti "sospetti", sui quali l'agenzia delle Entrate effettuerà controlli e utilizzerà gli strumenti a sua disposizione, primo fra tutti il redditometro. Questo mentre al Fisco sono arrivate anche le informazioni che derivanmo dallo spesometro e dalle comunicazioni sui beni ai soci.
A prima vista, è una sorta di Grande fratello. Ma l'agenzia delle Entrate frena e tende a tranquillizzare i contribuenti. Non solo per l'ovvia ragione che tutti i sistemi automatici al debutto vanno affinati: pesa anche il fatto che si nutrono dubbi sulla funzionalità dell'Anagrafe tributaria.
Di quest'ultima fa parte la nuova Anagrafe dei conti correnti e dei movimenti finanziari, che comincia a funzionare oggi con i dati inviati finora dalle banche e dagli altri intermediari. Non siamo ancora al funzionamento pieno, perché si attendono ancora i dati relativi al 2012, per inviare i quali c'è ancora tempo fino al 31 marzo prossimo.
Non bisogna pensare al Grande fratello anche perché nell'Anagrafe non finiranno tutti i singoli movimenti effettuati da ciascun contribuente: ci saranno soltanto le informazioni di sintesi, cioè i saldi iniziali e finali e l'entità complessiva dei movimenti avvenuti nel corso dell'anno. Inoltre, i dati serviranno solo per elaborare alcuni indici (che l'agenzia delle Entrate sta definendo), in base ai quali un contribuente sarà valutato. E, prima di etichettarlo come "anomalo", si escluderanno dall'elaborazione alcuni parametri che potrebbero dare dei "falsi positivi" e si farà un incrocio con i dati patrimoniali del soggetto sotto osservazione che sono già presenti nell'Anagrafe tributaria.
L'utilizzo prudente dei nuovi strumenti a disposizione del Fisco era già stato annunciato un anno fa, alla presentazione del nuovo redditometro.
Ed è stato evocato anche l'altro ieri dal direttore dell'agenzia delle Entrate, Attilio Befera, durante Telefisco 2014: «Non partiremo con un numero esagerato di controlli, li limiteremo ai casi più importanti e più significativi in cui il gap tra reddito speso e reddito dichiarato sarà più evidente». Befera ha anche auspicato che la delega fiscale che è attualmente in discussione in Parlamento arrivi a semplificare molti adempimenti, comprese le comunicazioni di dati all'Anagrafe tributaria.
Ma la semplificazione non dipenderà solo dall'esito della delega: occorrerà anche seguire la complessa partita che riguarda la Sogei, la società pubblica che gestisce l'Anagrafe. Ne ha parlato con preoccupazione lo stesso Befera il 15 gennaio, in audizione davanti alla commissione parlamentare di vigilanza sull'Anagrafe tributaria.
In sostanza, all'agenzia delle Entrate non piace più il fatto che la Sogei lavori anche per molti altri committenti, dopo essere stata a lungo il "braccio informatico" esclusivo dell'amministrazione finanziaria. Una tendenza che potrebbe accentuarsi se la spending review diventasse incisiva, perché porterebbe un accentramento di funzioni in seno alla Sogei.
Davanti alla commissione, Befera aveva parlato di «evidenti segni di un progressivo affaticamento che ne aveva diminuito le potenzialità di traino all'innovazione che per molto tempo l'avevano caratterizzata». Nella percezione di Befera, il fatto che la Sogei operi con altri rischia di renderla meno disponibile alle esigenze delle Entrate. E i margini di manovra dell'Agenzia sono ridotti: non può cercarsi sul mercato un partner più efficiente, perché è tenuta per legge a operare in via esclusiva con la Sogei.
Proprio questa settimana la commissione parlamentare ha visitato la Sogei, non rilevando problemi. Anzi, alla fine della visita ci sono state dichiarazioni rassicuranti.
Chi ha ragione? Ora, con l'avvio dell'Anagrafe dei conti correnti e dei movimenti finanziari, il momento della verità si avvicina.
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Le regole base
Nel database dell'agenzia delle Entrate da oggi sono presenti (salvo inadempienze dei soggetti che dovevano inviarli) i dati di sintesi sui rapporti con banche e altri intermediari finanziari relativi al 2011. Per quanto riguarda i conti correnti, arriveranno le informazioni sul saldo a inizio e fine anno e sull'ammontare totale dei movimenti, in entrata e in uscita
Entro il prossimo 31 marzo dovranno essere presenti nella banca dati dell'agenzia delle Entrate i dati di sintesi sui rapporti relativi
al 2012.
Anche in questo caso sono esclusi i dati dei singoli movimenti effettuati dal cliente e la trasmissione al database sarà a cura delle banche e degli intermediari finanziari
Completato il database coi dati 2011 e 2012, inizierà l'elaborazione, per arrivare a liste selettive dei soggetti da controllare. Prima l'agenzia delle Entrare dovrà fissare i criteri in base ai quali si finisce nella lista, con algoritmi che individuino anomalie, partendo da dati come rapporto tra movimenti e saldi, numero dei rapporti di cui è titolare un contribuente e la loro localizzazione
Preparate le liste selettive, si potrebbe anche decidere di depurarle dagli elementi che più probabilmente possono provocare falsi allarmi, rilevando anomalie per contribuenti che invece sono in regola. Per esempio, potrebbe essere fissata una soglia di sbarramento al di sotto della quale l'anomalia rilevata non è
considerata tale
Prima di contestare un'anomalia, l'agenzia delle Entrate dovrebbe incrociare i dati finanziari con quelli patrimoniali del soggetto, già presenti nell'Anagrafe tributaria. Questo incrocio dovrebbe completare la scrematura, producendo le liste selettive definitive, da inviare agli uffici territoriali che poi effettueranno i controlli sui contribuenti
Dopo che avranno ricevuto la lista dei soggetti da controllare, gli uffici territoriali dell'agenzia delle Entrate procederanno alle verifiche (che restano di loro competenza) principalmente con l'accertamento sintetico del reddito (il cosiddetto redditometro). Tuttavia da parte degli uffici sono utilizzabili anche ulteriori strumenti